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MUTABON FORTE 30CPR RIV 25+4MG

Produttore: NEOPHARMED GENTILI SPA
FARMACO DI CLASSE C
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

MUTABON FORTE4 MG + 25 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antidepressivi in associazione con psicolettici.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa rivestita con film contiene: perfenazina 4 mg + amitriptilina cloridrato 25 mg.

ECCIPIENTI

Amido di riso, lattosio, magnesio stearato, povidone, opadry red (ipromellosa E-464, macrogol, titanio diossido E-171, idrossipropilcellulosa E-463, eritrosina E-127 lacca di alluminio, giallo tramonto E-110 lacca di alluminio).

INDICAZIONI

Questo farmaco e' indicato nel trattamento di vari disturbi mentali, sia reattivi sia endogeni, caratterizzati dalla coesistenza di ansia, tensione ed agitazione con depressione. Esso si e' rivelato utile nei disturbi psiconeurotici e psicosomatici, nella sindrome da menopausa, nella depressione e ansia associate con malattie organiche, nell'alcoolismo acuto e cronico, nella sindrome depressiva e maniaco-depressiva,nelle reazioni schizofreniche, nelle psicosi involutive, nelle deviazioni sessuali e nei problemi del comportamento associati a deficienza mentale. Questo medicinale si dimostra efficace nei pazienti con graveinsonnia associata ad ansia e depressione.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Sono stati riferiti casi di allergenicita' crociata con altri farmaci a struttura chimica analoga. Glaucoma, aumento della pressione endo-oculare, ipertrofia prostatica, ritenzione urinaria sospetta o accertata, miastenia grave, discrasia ematica, depressione del midollo osseo o danno epatico. La somministrazione di questo farmaco e' controindicata in associazione a farmaci depressivi del S.N.C. (barbiturici, alcool etilico, narcotici, analgesici, antistaminici). Negli stati comatosi e di grave ottundimento e nei gravi stati di depressione. Turbe della emopoiesi (evitare pertanto la somministrazione contemporanea di farmaci potenzialmente leucopenizzanti). In pazienti con danno cerebrale sottocorticale presunto o accertato, con o senza danno ipotalamico, in quanto in tali pazienti puo' insorgere una reazione ipertermica contemperature superiori ai 40 gradi C., talvolta non fino a 14 o 16 oredalla somministrazione del farmaco. Utili per il trattamento di tale reazione sono l'impacco di ghiaccio su tutto il corpo e la somministrazione di antipiretici. Gravidanza accertata o presunta. Allattamento. Onde evitare manifestazioni anche gravi, crisi iperpiretiche fino alleconvulsioni, al coma ed all'exitus, il prodotto non deve essere somministrato in associazione con gli IMAO, ne' prima che siano trascorse almeno 2 settimane dall'interruzione di un trattamento precedente con detti farmaci, per permettere la scomparsa degli effetti degli IMAO ed ogni possibile potenziamento. Amitriptilina cloridrato non e' consigliata nel corso della fase acuta di ripresa dopo infarto del miocardio.

POSOLOGIA

Posologia. Il dosaggio di questo farmaco deve essere individualizzatosecondo il particolare disturbo da trattare, la durata e la gravita' della malattia e la risposta del paziente. Di solito e' sufficiente una compressa di questo farmaco 3-4 volte al giorno, generalmente sono necessari diversi giorni di trattamento per apprezzare in pieno l'attivita' terapeutica del preparato. Occorre tener presente che l'azione tranquillante si manifesta piu' rapidamente (2 o 3 giorni) di quella antidepressiva (1 settimana o piu'); pertanto i sintomi di tensione e di ansieta' scompaiono assai prima della sintomatologia depressiva. Per raggiungere un effetto completo occorrera' continuare il trattamento per diverse settimane; una volta ottenuto il controllo dei sintomi, il medico potra' gradualmente ridurre il dosaggio fino a stabilire la posologia individuale di mantenimento. La necessita' di continuare il trattamento deve essere rivalutata periodicamente. Alcuni pazienti, dopo un trattamento iniziale con questo farmaco possono migliorare sufficientemente da richiedere un quantitativo di perfenazina inferiore ai 4 mgpresenti in questo medicinale; in tali casi si potra' continuare la terapia con mutabon antidepressivo che contiene solo 2 mg di perfenazina. A volte puo' invece essere necessario aggiungere a questo medicinale un ulteriore quantitativo di perfenazina nei casi in cui l'ansia e l'eccitazione rappresentano il disturbo primario, per cui e' desiderabile un maggior effetto antipsicotico. Nei pazienti con grave irrequietezza ed agitazione psicomotoria o insonnia persistente, e' consigliabile somministrare 1 o 2 compresse di questo farmaco la sera mezz'ora prima di coricarsi e le rimanenti compresse durante la giornata. Popolazione pediatrica. La sicurezza e l'efficacia di questo medicinale in bambini di eta' inferiore a 12 anni non sono state definite ed il suo impiego nei bambini non e' raccomandato. Anziani: nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovra' valutare una eventuale riduzione della posologia. Modo disomministrazione: uso orale.

CONSERVAZIONE

Nessuna precauzione particolare per la conservazione.

AVVERTENZE

Poiche' le fenotiazine e gli antidepressivi triciclici influiscono sumolte funzioni organiche, il loro uso sicuro ed efficace richiede un pretrattamento e periodici test di laboratorio, soprattutto durante trattamenti ad alte dosi o prolungati. Periodicamente devono essere controllate la conta dei globuli rossi e la funzionalita' epatica e renale. Se c'e' il sospetto che il farmaco induca effetti cardiovascolari, deve essere fatto un elettrocardiogramma. Se compaiono anomalie nei test di funzionalita' epatica o renale, il trattamento con questo farmacodeve essere interrotto. La possibilita' di suicidio in pazienti depressi continua durante il trattamento fino a che non si verifichi una significativa remissione dei sintomi. Pazienti con tendenze suicide non devono avere accesso a grandi quantita' di questo farmaco. Nei pazienti trattati con neurolettici si puo' sviluppare discinesia tardiva. I pazienti piu' anziani sono maggiormente a rischio della malattia. Sia il rischio di sviluppare la sindrome che la possibilita' che essa divenga irreversibile aumentano con la durata del trattamento e con la dosetotale cumulativa di neurolettici somministrata al paziente. Comunque, sebbene meno frequentemente, la sindrome puo' svilupparsi anche dopoperiodi relativamente brevi di terapia con basse dosi. Se il trattamento neurolettico viene eliminato, la discinesia tardiva puo' avere unaremissione, parziale o completa. Il trattamento neurolettico di per se' puo' comunque sopprimere (o eliminare parzialmente) i segni e i sintomi della sindrome, e pertanto mascherare l'avanzare della malattia. Nei pazienti che necessitano di un trattamento cronico, occorre prevedere la dose piu' bassa e la durata piu' breve del trattamento utili a produrre una risposta clinica soddisfacente. La necessita' di continuare con il trattamento deve essere periodicamente valutata. Se in un paziente appaiono i segni e i sintomi della discinesia tardiva, si deve considerare di sospendere il farmaco. Comunque, alcuni pazienti possono necessitare del trattamento anche in presenza della sindrome. In corso di trattamento con farmaci antipsicotici e' stato riportato un complesso di sintomi, potenzialmente fatale, denominato sindrome neurolettica maligna. Manifestazioni cliniche di tale sindrome sono: iperpiressia, rigidita' muscolare, acinesia, disturbi vegetativi (irregolarita' del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, tachicardia, aritmie); alterazioni dello stato di coscienza che possono progredire fino allo stupore e al coma. Il trattamento della s.n.m. Consiste nel sospendere immediatamente la somministrazione dei farmaci antipsicotici e di altri farmaci non essenziali e nell'istituire una terapia sintomatica intensiva (particolare cura deve essere posta nel ridurre l'ipertermia e nel correggere la disidratazione). Qualora venisse ritenuta indispensabile la ripresa del trattamento con antipsicotici, il paziente deve essere attentamente monitorato. In generale, occorre osservare le stesse precauzioni che si seguono durante la somministrazione singola dei due componenti. La perfenazina puo' abbassare la soglia delle convulsioni in soggetti predisposti. Deve essere utilizzata con prudenza insituazioni di astinenza da alcool e in soggetti con patologia convulsiva. Se il paziente e' in trattamento con farmaci anticonvulsivanti, puo' essere necessario un aumento della dose di tali farmaci quando vengono utilizzati unitamente a questo farmaco. Popolazione pediatrica. La sicurezza e l'efficacia di questo farmaco in bambini di eta' inferiore a 12 anni non sono state definite ed il suo impiego nei bambini none' raccomandato. Perfenazina. Come per tutti i derivati della fenotiazina, la perfenazina non deve essere utilizzata indiscriminatamente. Alcuni degli effetti indesiderati della perfenazina tendono a comparirepiu' frequentemente quando vengono somministrate dosi elevate. Comunque, come con altre fenotiazine, i pazienti trattati con perfenazina devono essere mantenuti sotto stretto controllo. Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici. Particolare attenzione va posta nel somministrare la perfenazina a pazienti affetti da feocromocitoma o dainsufficienza mitralica, per gli eventuali effetti ipotensivi che si possono verificare, controllabili peraltro con noradrenalina. L'effetto antiemetico della perfenazina puo' mascherare i segni di iperdosaggio di altri farmaci o puo' rendere piu' difficile la diagnosi di affezioni come l'ostruzione intestinale, la sindrome di reye, i tumori cerebrali o altre encefalopatie. Poiche' la perfenazina determina un aumento del livello plasmatico della prolattina, i prodotti contenenti fenotiazine devono essere usati con opportuna attenzione nelle donne con neoplasia mammaria. Durante la fase post-operatoria in pochi pazienti intrattamento con fenotiazine si e' verificata aspirazione di vomito. Anche se non e' stata stabilita una relazione causale, questa possibileevenienza deve essere tenuta in considerazione durante la gestione post-operatoria. I pazienti sottoposti a intervento chirurgico che ricevono alte dosi di perfenazina, devono essere attentamente controllati per la possibile comparsa di fenomeni di ipotensione. Inoltre, puo' rendersi necessaria la riduzione delle quantita' di anestetici o sedatividel sistema nervoso centrale (snc). Usare con cautela in soggetti esposti a temperature troppo alte o troppo basse in quanto le fenotiazinepossono compromettere gli ordinari meccanismi di termoregolazione. Unsignificativo aumento della temperatura corporea, non spiegabile altrimenti, puo' suggerire un'intolleranza alla perfenazina; in tal caso, interrompere la terapia. Poiche' sono state riportate reazioni di ipersensibilita' alle fenotiazine, i pazienti in trattamento con questi farmaci devono evitare l'eccessiva esposizione alla luce solare. Periodicamente devono essere controllati la conta dei globuli rossi e la funzionalita' epatica e renale. Se insorgono discrasie ematiche o anormalita' nei valori di funzionalita' epatica, il trattamento deve essere interrotto. Se i valori dell'azotemia (bun) divenissero anormali, il trattamento deve essere interrotto. L'utilizzo di derivati della fenotiazina in pazienti con diminuita funzionalita' renale deve essere intrapreso con cautela. La perfenazina puo' aumentare lo stato di rigidita' muscolare in individui predisposti o gia' affetti da morbo di parkinsono da forme parkinson- simili, o da altri disturbi motori.

INTERAZIONI

Perfenazina. La somministrazione concomitante di fenotiazine puo' potenziare gli effetti depressivi sul sistema nervoso centrale (snc) di oppiacei, barbiturici o altri sedativi, antistaminici, anestetici, tranquillanti, alcool (etanolo) e meperidina (e di altri analgesici oppiacei), per cui puo' essere necessaria una riduzione delle dosi di questiagenti e bisogna evitare sovradosaggio. Analogamente, l'uso concomitante di questi prodotti puo' potenziare le fenotiazine. L'associazione con altri psicofarmaci, con anticolinergici o simpaticomimetici richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico, onde evitare effetti indesiderabili da interazione. Usare con cautela in pazienti trattati con atropina o farmaci simili a causa di effetti additivi anticolinergici ed anche in pazienti che saranno esposti a temperature elevate o insetticidi fosforo organici. L'uso di alcool deve essere evitato poiche' si possono avere effetti additivi e ipotensione. I pazienti devono essere avvertiti che possono essere piu' sensibili all'alcool quando vengono trattati con questo farmaco. Il rischio di suicidio ed il pericolo di sovradosaggio puo' aumentare in pazienti che assumono alcool in modo eccessivo a causa del potenziamento degli effetti del farmaco. Questo farmaco va somministrato con cautela in concomitanza a terapia antiipertensiva con reserpina, guanetidina, metildopa, beta-bloccanti o composti simili. L'eventuale comparsa di ipotensione puo' essere controllata con noradrenalina (non adrenalina, in quanto la sua attivita' e' antagonizzata dalla perfenazina). La somministrazione contemporanea di cimetidina puo' aumentare le concentrazioni plasmatiche di amitriptilina ed i relativi effetti anticolinergici. Se il paziente e'in trattamento con anticonvulsivanti puo' essere richiesta una dose maggiore di questi farmaci in concomitanza alla somministrazione di perfenazina. Occorre usare cautela in caso di somministrazione concomitante di perfenazina e fenitoina. Gli antipsicotici possono provocare un aumento o una diminuzione dei livelli sierici di fenitoina. I barbiturici possono ridurre i livelli plasmatici delle fenotiazine e le fenotiazine possono ridurre i livelli dei barbiturici. I livelli plasmatici di propranololo (farmaco bloccante i recettori beta-adrenergici) e delle fenotiazine sono entrambi aumentati se i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Gli antiacidi a base di sali di alluminio possono inibire l'assorbimento delle fenotiazine. Quando i neurolettici sono somministrati in concomitanza con farmaci che prolungano il qt,il rischio di insorgenza di aritmie cardiache aumenta. Non somministrare in concomitanza con farmaci che determinano alterazioni degli elettroliti. Amitriptilina cloridrato. E' stato riportato che la somministrazione concomitante di farmaci antidepressivi triciclici e degli inibitori delle monoaminoossidasi (imao) provoca reazioni simili ad un avvelenamento da atropina con conseguenti crisi iperpiretiche, convulsioni e morte. Questi effetti si sono solitamente verificati a seguito di sovradosaggio o somministrazione parenterale di entrambi i farmaci. A seguito della somministrazione per via orale dei due farmaci a dosaggio terapeutico sono stati riferiti iperpiressia non fatale, ipertensione, tachicardia, confusione e convulsioni. La somministrazione concomitante di cimetidina e antidepressivi triciclici puo' aumentare le concentrazioni plasmatiche di questi ultimi. Gravi sintomi anticolinergici sono stati associati ad elevati livelli di antidepressivi triciclici nel siero. Quando il trattamento con tale componente e' stato introdotto in pazienti che gia' assumevano cimetidina, si sono osservate concentrazioni sieriche stabili (steady-state) piu' elevate di quanto atteso. Diversamente, valori minori delle concentrazioni sieriche steady-state di antidepressivi triciclici sono stati riportati all'interruzione del trattamento con cimetidina. Puo' rendersi necessario un aggiustamento della dose. L'uso concomitante di amitriptilina e anticolinergici o amine simpaticomimetiche, tra cui epinefrina associata ad anesteticilocali, puo' incrementare l'attivita' dell'amitriptilina o dell'aminasimpaticomimetica. Occorre uno stretto monitoraggio del paziente e unattento aggiustamento del dosaggio. Gli accentuati effetti pressori ecardiaci dei simpaticomimetici possono essere fatali. La combinazionecon elevate dosi di etcorvinolo dovrebbe essere impiegata con cautelain quanto in pazienti sottoposti a trattamento con tale associazione di farmaci e' stata riferita la comparsa di delirio transitorio. Il trattamento concomitante con amitriptilina ed elettroshock-terapia puo' aumentare i pericoli di tale trattamento che deve essere limitato ai soli pazienti per i quali sia assolutamente indispensabile. La combinazione di amitriptilina e guanetidina puo' antagonizzare l'effetto antipertensivo della guanetidina. I farmaci triciclici bloccano l'uptake dei neuroni adrenergici della guanetidina e dei composti con effetto simile. Sara' necessario un aggiustamento della dose della guanetidina o del farmaco triciclico. Non e' raccomandata la somministrazione concomitante di mutabon compresse e guanetidina o composti con effetto simile. Ove possibile, viene richiesto un controllo dell'ipertensione primadi iniziare il trattamento con farmaci antidepressivi ed e' necessario verificare settimanalmente la pressione sanguigna nel corso del primo mese di tale trattamento. L'impiego concomitante di amitriptilina, anticolinergici o antistaminici puo' potenziarne gli effetti anticolinergici. L'aumentata attivita' anticolinergica puo' causare ileo paralitico o offuscamento della vista e puo' influire sulla pressione endoculare dei pazienti con glaucoma. L'uso concomitante di amitriptilina e agenti con azione depressiva sul sistema nervoso centrale (snc), quali alcool, barbiturici, sedativi o analgesici oppiacei, puo' potenziare gli effetti depressori sul snc, tra cui la depressione respiratoria. L'assunzione concomitante di amitriptilina e diazepam risulta in un aumento dell'emivita e dei livelli plasmatici costanti dell'amitriptilina.Questa interazione varia in modo molto importante tra i vari soggetti. L'uso concomitante di amitriptilina e reserpina puo' antagonizzare gli effetti della reserpina. L'uso concomitante di amitriptilina ed anticonvulsivanti puo' ridurre il controllo effettivo delle convulsioni nei pazienti epilettici. Sembra che gli agenti triciclici possano agireda deboli induttori del metabolismo del farmaco. Gli effetti anticolinergici degli antidepressivi triciclici possono rallentare la motilita' gastrointestinale in modo tale da interferire con l'assorbimento di vari altri farmaci.

EFFETTI INDESIDERATI

Gli effetti indesiderati di questo medicinale sono gli stessi dei suoi componenti, perfenazina e amitriptilina cloridrato. Non sono stati riferiti effetti dovuti unicamente alla loro associazione in questo farmaco. Perfenazina non tutti gli eventi avversi riportati di seguito sono stati riferiti con l'uso di perfenazina; tuttavia, a causa delle analogie farmacologiche tra i vari derivati delle fenotiazine e' necessario considerarli singolarmente. Con il gruppo delle piperazine (a cui appartiene la perfenazina) i sintomi piu' comuni sono quelli extrapiramidali mentre altri sono meno frequenti (ad esempio, sedazione, ittero, discrasia ematica, convulsioni ed effetti sul sistema nervoso autonomo). Patologie del sistema nervoso reazioni extrapiramidali: opistotono, trisma, torcicollo, torcicollo spastico, dolore e intorpidimento agli arti, irrequietezza motoria, crisi oculogire, iperriflessia, distonia, inclusi protrusione, alterazione del colore, dolore e arrotolamento della lingua, spasmo tonico dei muscoli masticatori, senso di costrizione alla gola, dizione confusa, disfagia, impossibilita' a star seduti, discinesia, parkinsonismo e atassia. La loro incidenza e gravita' di norma aumenta con l'aumento del dosaggio, ma vi e' una considerevole variazione individuale nella tendenza a sviluppare tali sintomi. I sintomi extrapiramidali possono solitamente essere controllati con l'uso concomitante di agenti anti- parkinsoniani, quali benzatropina mesilato, e/o con la riduzione del dosaggio. Tuttavia, in alcuni casi le reazioni extrapiramidali possono persistere dopo l'interruzione del trattamento con perfenazina. Discinesia persistente tardiva. Come con tutti gli agenti antipsicotici, la discinesia tardiva puo' comparire in alcuni pazienti in terapia a lungo termine ovvero puo' insorgere dopo l'interruzione del trattamento. Sebbene il rischio sembri maggiore neglianziani, specialmente nelle donne, trattati con alte dosi di farmaco,tale fenomeno puo' anche verificarsi in pazienti di ambo i sessi e nei bambini. I sintomi sono persistenti ed in alcuni pazienti sembrano irreversibili. Non sono note terapie efficaci per la discinesia tardiva: i farmaci anti-parkinson normalmente non alleviano i sintomi di talesindrome. Sebbene molto meno comunemente che con l'uso prolungato, questa sindrome puo' svilupparsi dopo periodi di trattamento relativamente brevi e a basse dosi. Qualora insorgessero questi sintomi, si suggerisce di interrompere il trattamento con tutti gli agenti antipsicotici. La sindrome potrebbe venire nascosta qualora fosse necessario istituire nuovamente il trattamento, aumentare il dosaggio o passare ad un altro agente antipsicotico. Lievi movimenti vermicolari della lingua possono essere un segno precoce della sindrome. Interrompendo il trattamento in questo momento, la sindrome completa potrebbe non svilupparsi. Altri effetti sul sistema nervoso edema cerebrale; anomalie delle proteine del fluido cerebrospinale; attacchi convulsivi, particolarmentein pazienti con anomalie dell'eeg o con storia di tali disturbi, e cefalea. In pazienti trattati con farmaci neurolettici e' stata segnalata sindrome neurolettica maligna (snm). E' una sindrome relativamente non comune, potenzialmente letale, caratterizzata da grave disfunzione extrapiramidale, accompagnata da rigidita' ed eventualmente stupor o coma, ipertermia e disturbi autonomi, tra cui effetti cardiovascolari (polso irregolare, tachicardia). Non esiste alcun trattamento specifico; la somministrazione del farmaco neurolettico dovrebbe essere interrotta immediatamente e si dovrebbe iniziare un trattamento di supporto intensivo idoneo. Se dopo la guarigione dalla snm per il paziente e' richiesto un trattamento con farmaci antipsicotici, e' consigliabile un monitoraggio cautelativo, in quanto la snm potrebbe ripresentarsi. Puo' subentrare sonnolenza, soprattutto nel corso della prima o seconda settimana di trattamento; dopo di che, solitamente, tale disturbo scompare. Gli effetti ipnotici sembrano essere minimi, specialmente in pazienti cui e' permesso rimanere attivi. Eventi avversi a livello comportamentale aggravamento paradosso di sintomi psicotici, stati simil-catatonici, reazioni paranoiche, letargia, eccitamento paradosso, irrequietezza, iperattivita', confusione notturna, sogni bizzarri e insonnia. Iperriflessia e' stata riferita nel neonato quando una fenotiazina e' stata somministrata nel corso della gravidanza. Effetti del sistema autonomo. Occasionalmente secchezza delle fauci o salivazione, nausea, vomito, ritenzione gastrica, diarrea, anoressia, stipsi, stitichezza ostinata, fecaloma, ritenzione urinaria, frequente bisogno di urinare o incontinenza, paralisi della vescica, poliuria, congestione nasale, pallore, miosi, midriasi, visione offuscata, glaucoma, sudorazione, ipertensione, ipotensione e alterata frequenza del polso. Significativi effetti autonomi sono risultati poco frequenti in pazienti trattati con meno di 24 mg di perfenazina al giorno. A seguito di terapia con fenotiazina puo' occasionalmente verificarsi ileo adinamico che, se grave, puo' causare complicanze e decesso. Cio' e' particolarmente preoccupante nei pazienti psichiatrici che possono non richiedere spontaneamentedi essere trattati per tale condizione. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Si possono verificare orticaria, eritema, eczema, dermatite esfoliativa, prurito, fotosensibilita', asma, febbre, reazioni anafilattoidi ed edema della laringe. Edema angioneurotico e dermatite da contatto sono stati riferiti nel personale infermieristico che ha somministrato le fenotiazine. In casi estremamente rari, l'idiosincrasia individuale ovvero l'ipersensibilita' alle fenotiazine hanno causato edema cerebrale, collasso circolatorio edecesso. Patologie endocrine. Lattazione, galattorrea, moderato ingrossamento mammario nelle donne e ginecomastia negli uomini dopo dosi elevate, disturbi del ciclo mestruale, amenorrea, alterazioni della libido, inibizione dell'eiaculazione, falsi positivi nei test di gravidanza, iperglicemia, ipoglicemia, glicosuria, sindrome della secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico (adh). Patologie cardiovascolari. Ipotensione posturale, tachicardia (specialmente con improvviso marcato aumento del dosaggio), bradicardia, arresto cardiaco, svenimento ecapogiri. Talvolta l'effetto ipotensivo puo' provocare una condizionesimile allo shock. Alterazioni non specifiche (effetto simil-chinidinico), solitamente reversibili, dell'ecg sono state osservate in alcunipazienti sottoposti a trattamento con tranquillanti fenotiazinici. I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati con altri farmaci della stessa classe: casi rari di prolungamento del qt, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Questo medicinale in compresse dovrebbe essere utilizzato nel corso della gravidanza, accertata o presunta, e nel corso dell'allattamento, solo se i benefici potenziali per la madre giustificano i rischi potenziali per il feto od il bambino. Gravidanza: i neonati esposti agli antipsicotici convenzionali o atipici incluso questo farmaco durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali o di astinenza che possono variare per gravita' e durata dopo la nascita. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell'assunzione di cibo. Pertanto i neonati dovrebbero essereattentamente monitorati. Allattamento: la perfenazina viene escreta rapidamente nel latte materno e potrebbe causare effetti indesiderati nel neonato allattato al seno. L'amitriptilina e' stata misurata nel latte umano. La sicurezza di impiego di questo farmaco nel corso dell'allattamento non e' stata stabilita; quindi, nel somministrare il farmaco alle madri che allattano e' necessario valutare i possibili beneficirispetto ai possibili rischi per la madre ed il bambino.

Codice: 021460062
Codice EAN:
Codice ATC: N06CA01
  • Sistema nervoso
  • Psicoanalettici
  • Psicolettici e psicoanalettici in associazione
  • Antidepressivi in associazione con psicolettici
  • Amitriptilina e psicolettici
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER