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ISOPTIN EV 5F 5MG 2ML

Produttore: MYLAN ITALIA SRL
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ISOPTIN 5 MG/2 ML SOLUZIONE INIETTABILE PER USO ENDOVENOSO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Calcioantagonisti selettivi con effetto cardiaco diretto-Derivati fenilalchilaminici.

PRINCIPI ATTIVI

Una fiala contiene: verapamil cloridrato 5,0 mg.

ECCIPIENTI

Acqua per preparazioni iniettabili, sodio cloruro, acido cloridrico.

INDICAZIONI

Insufficienza coronarica acuta (sindrome anginosa) e insufficienza coronarica cronica. Tachicardia parossistica, tachiaritmia ed extrasistolia.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Questo medicinale e' controindicato nei seguenti casi: ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Shock cardiogeno. Infarto miocardico acuto complicato da bradicardia marcata. Gravi disturbi della conduzione come blocco AV totale, blocco AV parziale, blocco di branca incompleto, malattia del nodo del seno (eccetto quelli con pacemaker artificiale), blocco AV di II-III grado (eccetto inpazienti con pacemaker artificiale funzionante). Insufficienza cardiaca manifesta (in caso di esistenza di una insufficienza cardiaca, e' necessario un compenso con glucosidi cardioattivi, prima del trattamento con la soluzione iniettabile per uso endovenoso). Ipotensione (pressione sistolica < 90 mm di Hg. Sono esclusi gli stati ipotensivi secondari ad una diminuzione critica della gittata sistolica dovuta a tachicardia). Bradicardia marcata (< 50 battiti/min). Insufficienza cardiacacon frazione di eiezione ridotta inferiore al 35% e/o pressione polmonare superiore a 20 mm Hg (tranne se derivata da tachicardia sopraventricolare sensibile alla terapia con verapamil). Fibrillazione atriale/flutter in portatori di bypass (cioe' sindromi di Wolff-Parkinson-White, Lown-Ganong-Levine e da PR corto). Questi pazienti sono a rischio di sviluppare tachiaritmia ventricolare, inclusa la fibrillazione ventricolare se viene somministrato verapamil. Tachicardia ventricolare a complessi larghi: il trattamento endovenoso con verapamil di pazienti affetti da grave tachicardia ventricolare (QRS> 0,12 secondi) puo' provocare un marcato deterioramento emodinamico e fibrillazione ventricolare. Un'adeguata diagnosi prima della terapia ed una differenziazione dalla tachicardia sopraventricolare grave e' obbligatoria in sede di pronto soccorso. Associazione con inibitori delle MAO e beta-bloccanti edopo trattamenti chinidinici. Pazienti trattati per via endovenosa con farmaci bloccanti beta-adrenergici (ad esempio propranololo). Verapamil per via endovenosa e farmaci bloccanti beta-adrenergici per via endovenosa non devono essere somministrati in stretta vicinanza l'uno all'altro (nel giro di poche ore) dal momento che entrambi possono avereun effetto depressivo sulla contrattilita' miocardica e sulla conduzione AV. Somministrazione concomitante con ivabradina.

POSOLOGIA

Posologia. Adulti e adolescenti con piu' di 14 anni di eta'. Per la terapia acuta di attacchi stenocardici o di disturbi tachicardici del ritmo si iniettano lentamente per via endovenosa 5-10 mg (1-2 fiale) senecessario ripetute 2-3 volte al giorno, tenendo il paziente sotto stretto controllo medico. L'effetto terapeutico inizia entro pochi minuti, spesso gia' durante il bolo endovenoso. Si puo' passare alla terapia di mantenimento per via infusionale od orale, secondo la gravita' del caso. Popolazione pediatrica. Bambini fino a 14 anni di eta'. Per interrompere prontamente le tachicardie parossistiche sopraventricolari e le extrasistolie, si iniettano lentamente per via endovenosa, a seconda dell'eta' e dell'effetto ottenuto, le seguenti dosi: ai neonati 0,75-1 mg (0,3-0,4 ml); ai lattanti 0,75-2 mg (0,3-0,8 ml); ai bambini da 1 a 5 anni 2-3 mg (0,8-1,2 ml); da 6 a 14 anni 2,5-5 mg (1,0-2,0 ml). In caso di necessita' queste dosi possono essere ripetute dopo 2-5 minuti. L'iniezione deve essere eseguita sotto controllo elettrocardiografico. Modo di somministrazione. Uso endovenoso. Verapamil cloridratodeve essere somministrato mediante iniezione endovenosa lenta per almeno un periodo di due minuti di tempo sotto un continuo monitoraggio elettrocardiografico e della pressione arteriosa. I farmaci ad uso parenterale devono essere controllati visivamente per la presenza di particelle e scolorimento prima della somministrazione, ogni qualvolta la soluzione ed il contenitore lo consentono. Usare solo se la soluzione e' limpida e il sigillo del falcone e' intatto.

CONSERVAZIONE

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C. Proteggere il medicinale dalla luce.

AVVERTENZE

La dose singola di verapamil deve essere somministrata tramite infusione endovenosa lenta, di almeno due minuti, sottoponendo il paziente ad un esame elettrocardiografico continuo ed al controllo della pressione sanguigna. Significativi danni epatici o renali non incrementano gli effetti di una singola dose endovenosa di verapamil, ma possono prolungare la sua durata. Dosi ripetute possono dare in alcuni pazienti unaccumulo e quindi un eccessivo effetto farmacologico che si puo' escludere monitorando la pressione arteriosa e l'intervallo PR. In una piccola percentuale di pazienti trattati con verapamil si sono registratieffetti avversi molto gravi in grado di porre il paziente a rischio di vita (rapido incremento del ritmo ventricolare fino a flutter o fibrillazione atriale in portatori di bypass, con ritmo ectopico, marcata ipotensione o estrema bradicardia/asistolia). Arresto Cardiaco/Blocco atrioventricolare/Bradicardia/Asistolia. Verapamil agisce sui nodi AV e SA e prolunga il tempo di conduzione AV. Usare con cautela, dato chelo sviluppo di un blocco AV di secondo o terzo grado (controindicazione) oppure di un blocco di branca unifascicolare, bifascicolare o trifascicolare richiede una sospensione della dose successiva o la sospensione del trattamento con verapamil seguito, se necessario, da un'appropriata terapia. Verapamil cloridrato agisce sui nodi AV e SA e raramente puo' provocare blocco AV di secondo o terzo grado, bradicardia e, in casi rari, asistolia. E' molto piu' probabile che cio' si verifichi nei pazienti affetti da malattia del nodo del seno (una patologia del nodo SA), che interessa soprattutto i soggetti piu' anziani. L'asistolia che puo' verificarsi nei pazienti che hanno assunto verapamil, eccetto quelli che sono affetti da malattia del nodo del seno, e' solitamente di breve durata (alcuni secondi o meno), con un ripristino spontaneo del ritmo normale del seno o del nodo AV. Se cio' non si realizza rapidamente, deve essere effettuato immediatamente un trattamento appropriato. Antiaritmici/Beta-bloccanti. Potenziamento reciproco degli effetti cardiovascolari (blocco AV di grado piu' elevato, abbassamento digrado piu' elevato della frequenza cardiaca, induzione di scompenso cardiaco e ipotensione potenziata). Nei soggetti che assumevano timololo in gocce oculari (bloccante beta-adrenergico) associato al verapamilper via orale, invece, si e' osservata una bradicardia asintomatica (36 battiti al minuto) con " Wandering atrial pacemaker ". Digossina. Se verapamil viene somministrato in concomitanza con digossina, ridurreil dosaggio di digossina. Insufficienza cardiaca. I pazienti con insufficienza cardiaca con una frazione di eiezione superiore al 35% dovrebbero essere compensati prima di iniziare il trattamento con verapamile dovrebbero essere adeguatamente trattati durante il trattamento. Ipotensione. La somministrazione endovenosa di verapamil spesso causa unabbassamento della pressione sanguigna al di sotto dei livelli base, di solito transitorio ed asintomatico, che puo' dare origine a vertigini. Disordini nella trasmissione neuromuscolare. Verapamil deve essereusato con cautela in presenza di malattie che interessano la trasmissione neuromuscolare (miastenia grave, sindrome di Lambert-Eaton, avanzata distrofia muscolare di Duchenne). Popolazioni speciali. Insufficienza renale. Circa il 70% di una dose somministrata di verapamil viene escreto sotto forma di metaboliti nell'urina. Fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati, verapamil deve essere somministrato con cautela a pazienti con alterata funzione renale. Questi pazienti devono essere seguiti accuratamente per accertare un eventuale prolungamento dell'intervallo PR o altri segni di sovradosaggio. Anche se consistenti dati clinici emersi da studi comparativi condotti in pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale hanno dimostrato che la ridotta funzionalita' renale non ha alcun effetto sulla farmacocinetica di verapamil, casi clinici verificatisi suggeriscono che verapamil deveessere usato con cautela e sotto stretto monitoraggio in pazienti conalterata funzionalita' renale. Verapamil non puo' essere rimosso attraverso emodialisi. Insufficienza epatica. Dato che verapamil viene prevalentemente metabolizzato dal fegato, esso deve essere somministrato con cautela a pazienti con alterata funzione epatica. Una grave disfunzione epatica prolunga l'emivita di eliminazione di verapamil a circa 14-16 ore; quindi a questi pazienti si deve somministrare circa il 30%della dose usuale impiegata nei pazienti con normale funzionalita' epatica. Bisogna adottare un accurato monitoraggio per riconoscere un anormale prolungamento dell'intervallo PR o altri segni di effetti farmacologici eccessivi. Popolazione pediatrica. Non sono stati condotti studi controllati specifici su pazienti in eta' pediatrica. Di conseguenza e' necessario prestare la massima cautela nella somministrazione diverapamil ai soggetti di questa eta'. Terapie antiaritmiche concomitanti. Digitale. La somministrazione endovenosa di verapamil cloridrato e' stata associata all'uso simultaneo di preparazioni a base di digitale. Agendo entrambi i farmaci sul nodo AV rallentando la conduzione, ipazienti devono essere tenuti sotto controllo per il rischio di un blocco AV o di un'eccessiva bradicardia. Chinidina Somministrazioni endovenose di verapamil sono state utilizzate in un ristretto numero di pazienti che assumevano chinidina per via orale. Alcuni casi di ipotensione sono stati segnalati in pazienti che hanno assunto chinidina per via orale e verapamil cloridrato per via endovenosa. Quindi e' necessaria cautela nell'utilizzo concomitante dei due farmaci. Farmaci bloccanti beta-adrenergici. Somministrazioni endovenose di verapamil sono state utilizzate in pazienti che assumevano beta- bloccanti per via orale. Poiche' entrambi i farmaci possono influenzare la contrattilita' delmiocardio o deprimere la conduzione AV, deve essere presa in considerazione la possibilita' di eventuali interazioni dannose. L'uso concomitante del verapamil e dei beta-bloccanti somministrati per via endovenosa pero', ha prodotto seri effetti avversi, specialmente nei pazientiaffetti da gravi cardiomiopatie, insufficienza cardiaca congestizia orecente infarto del miocardio. Disopiramide. Fino a quando non verranno acquisiti dati sulle possibili interazioni tra verapamil e disopiramide, quest'ultima non deve essere somministrata nelle 48 ore precedenti o 24 ore successive alla somministrazione di verapamil. Flecainide.Uno studio condotto su volontari sani ha evidenziato come l'associazione tra la flecainide ed il verapamil puo' avere effetti additivi riducendo la contrattilita' del miocardio e prolungando sia la conduzione AV che la ripolarizzazione. Informazioni su alcuni eccipienti.

INTERAZIONI

In rare occasioni, incluse quelle in cui pazienti con gravi cardiomiopatie, insufficienza cardiaca congestizia o recente infarto del miocardio sono stati trattati con somministrazioni endovenose di beta-bloccanti adrenergici o disopiramide in associazione a verapamil cloridrato iniettabile, si sono verificati seri effetti avversi. L'uso concomitante di verapamil cloridrato iniettabile con agenti che deprimono la funzione adrenergica puo' tradursi in una risposta ipotensiva eccessiva. Studi in vitro hanno dimostrato come verapamil sia metabolizzato dal citocromo P450 CYP3A4, CYP1A2, CYP2C8, CYP2C9 e CYP2C18. Inoltre e' stato provato come verapamil sia un inibitore di CYP3A4 e della glicoproteina P (P-gp). I pazienti che si sottopongono a terapie concomitanti durante la somministrazione di verapamil devono essere monitorati attentamente in quanto sono state dimostrate interazioni clinicamente significative con farmaci inibitori del CYP3A4 (che portano ad un innalzamento dei livelli plasmatici di verapamil) e con quelli induttori del CYP3A4 (che invece ne provocano un abbassamento). La somministrazione concomitante di verapamil con un altro medicinale metabolizzato primariamente dal CYP3A4 o dalla glicoproteina P (P-gp) e' associata ad un aumento nelle concentrazioni dei medicinali che puo' causare un aumento oun prolungamento sia degli effetti terapeutici che di quelli indesiderati del medicinale concomitante. Di seguito fornisce un elenco dei farmaci con cui e' possibile che si verifichino interazioni per ragioni farmacocinetiche. Potenziali interazioni. Alfa-bloccanti. Prazosina; terazosina: potenziamento dell'effetto ipotensivo. Antiaritmici. Flecainide; chinidina: ipotensione. Può verificarsi edema polmonare in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Antiasmatici. Teofillina: la riduzione della clearance risulta maggiormente diminuita nei fumatori (=11%). Anticoagulanti. Dabigatran etexilato: l'aumento della cmax e dell'auc variano in funzione del momento di somministrazione e del tipo di formulazione orale di verapamil. Altri anticoagulanti diretti orali (doacs): alcuni dati suggeriscono un possibile aumento del rischio di sanguinamento specialmente nei pazienti con fattori di rischioaggiuntivi. Potrebbe essere necessario ridurre il dosaggio di un doacsomministrato insieme a verapamil (vedere la posologia del doac). Altre terapie cardiache: ivabradina. Anticonvulsivanti/antiepilettici. Carbamazepina: aumentati livelli di carbamazepina. Questo può produrre effetti collaterali carbamazepina dipendenti quali diplopia, mal di testa, atassia o vertigini. Fenitoina. Antidepressivi. Imipramina: non haeffetto sul livello di metabolita attivo desipramina. Antidiabetici: gliburide. Anti-gotta. Colchicina. Ridurre la dose di colchicina (vedere le informazioni relative alla colchicina). Antiinfettivi: claritromicina; eritromicina. Rifampicina: può ridurre l'effetto ipotensivante del verapamil. Telitromicina. Antineoplastici. Doxorubicina: in pazienti con cancro ai polmoni a piccole cellule. In pazienti affetti da neoplasie in stato avanzato. Barbiturici: fenobarbital. Benzodiazepine edaltri ansiolitici: buspirone; midazolam. Beta-bloccanti: metoprololo;propranololo. Glicosidi cardioattivi. Digitossina; digossina: ridurreil dosaggio di digossina. Antagonisti del recettore h2. Cimetidina: la cimetidina riduce la clearance di verapamil dopo somministrazione endovenosa di verapamil. Immunologici/immunosoppressori. Ciclosporine; everolimus: possono essere necessari determinazioni della concentrazione e un aggiustamento della dose di everolimus. Sirolimus: possono essere necessari determinazioni della concentrazione e un aggiustamento della dose di sirolimus. Tacrolimus. Agenti ipolipemizzanti (inibitori dell'hmg-coa reduttasi o statine): atorvastatina; lovastatina; simvastatina. Agonisti del recettore della serotonina: almotriptan. Agenti uricosurici. Sulfinpirazone: può ridurre l'effetto ipotensivante del verapamil. Altri. Succo di pompelmo: evitare la contemporanea assunzione di verapamil e succo di pompelmo. Erba di san giovanni (iperico). Altreinterazioni ed informazioni addizionali. Farmaci leganti le proteine plasmatiche: verapamil e' altamente legato alle proteine plasmatiche; per questo motivo deve essere somministrato con cautela a quei pazienti che assumono altri farmaci con un elevato grado di legame alle proteine plasmatiche. Agenti anti-HIV: la concentrazione plasmatica del verapamil puo' aumentare grazie alla potenziale capacita' di inibizione metabolica di alcuni degli agenti anti-HIV come il ritonavir. Per questo deve essere prestata molta cautela nell'associazione o deve essere diminuita la dose di verapamil. Agenti bloccanti neuromuscolari: dati clinici e studi sugli animali suggeriscono che verapamil puo' potenziare l'azione degli agenti bloccanti neuromuscolari (curaro simili e depolarizzanti). Per questo motivo puo' essere necessario diminuire la dose di verapamil e/o quella del bloccante neuromuscolare quando i due farmaci vengono assunti in associazione. Acido Acetilsalicilico: aumentodella tendenza al sanguinamento. Etanolo (alcool): innalzamento dei livelli plasmatici di etanolo. Inibitori dell'HMG-CoA reduttasi (statine): il trattamento con gli inibitori dell'HMG-CoA reduttasi (cioe' simvastatina, atorvastatina o lovastatina) in pazienti che assumono verapamil, dovrebbe essere iniziato alle dosi piu' basse possibili che successivamente devono essere corrette. Se a pazienti che assumono inibitori dell'HMG-CoA reduttasi (come simvastatina, atorvastatina o lovastatina) viene prescritta una terapia a base di verapamil, e' necessario valutare una riduzione della dose di statina ed esaminare nuovamente i valori sierici del colesterolo. Fluvastatina, pravastatina e rosuvastatina non sono metabolizzati dal CYP3A4 e hanno meno probabilita' di interagire con verapamil. Antipertensivi, diuretici, vasodilatatori: potenziamento dell'effetto ipotensivo. Cimetidina: la cimetidina riduce la clearance di verapamil e ne aumenta l'emivita di eliminazione. Litio: e' stata dimostrata un'accresciuta sensibilita' agli effetti del litio (neurotossicita') durante la terapia d'associazione con verapamil, senza comunque cambiamento o crescita dei livelli sierici del litio. L'assunzione di verapamil tuttavia, ha comportato un abbassamento dei livelli sierici di litio in quei pazienti che effettuavano una terapia cronica a base di litio assunto per via orale. I soggetti che sono sottoposti ad una terapia associata devono essere monitorati attentamente. Anestetici inalatori: quando gli anestetici inalatori ed i calcio antagonisti, come il verapamil iniettabile, vengono usati in associazione, il loro dosaggio deve essere accuratamente valutato per evitare un'eccessiva depressione cardiovascolare.

EFFETTI INDESIDERATI

Le reazioni avverse riportate di seguito si riferiscono a somministrazioni di verapamil in studi clinici, di sorveglianza post-marketing o in sperimentazioni cliniche di fase IV e sono di seguito elencate per classificazione sistemica organica. Le frequenze sono definite come: molto comune (>=1/10); comune (da >=1/100 a <1/10); non comune (da >=1/1.000 a <1/100); rara (>=1/10.000 a <1/1.000); molto rara (<1/10.000) e non nota (che non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Le reazioni avverse piu' comunemente riportate sono state cefalea, vertigini, disturbi gastrointestinali: nausea, costipazione e doloreaddominale cosi' come bradicardia, tachicardia, palpitazioni, ipotensione, vampate, edema periferico e fatica. Reazioni avverse riportate con somministrazione di verapamil in studi clinici e in attivita' di sorveglianza post-marketing. Disturbi del sistema immunitario. Non nota:ipersensibilità. Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiro, cefalea; rara: parestesia, tremore, sonnolenza; non nota: disturbo extrapiramidale, paralisi (tetraparesi), convulsioni. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: iperkaliemia, tolleranza al glucosio alterata. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Rara: tinnitus; nonnota: vertigine. Patologie cardiache. Comune: bradicardia; non comune: palpitazioni, tachicardia; non nota: blocco atrioventricolare, insufficienza cardiaca, arresto sinusale, bradicardia sinusale; asistolia. Patologie vascolari. Comune: vampate di calore, ipotensione. Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: broncospasmo, dispnea. Patologie gastrointestinali. Comune: costipazione, nausea; non comune: dolore addominale; rara: vomito; non nota: fastidio addominale, iperplasia gengivale, ileo. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Rara: iperidrosi; non nota: angioedema, sindrome di stevens-johnson, eritema multiforme, alopecia, eruzione cutanea, prurito, porpora, eruzione maculo-papulare, orticaria. Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: artralgia, debolezza muscolare, mialgia. Patologie renali ed urinarie. Non nota: insufficienza renale. Patologie del sistema riproduttivo e della mammella. Non nota: disfunzione erettile, galattorrea, ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: edema periferico; non comune: affaticamento. Esami diagnostici. Non nota: livelli di prolattina aumentati, enzimi epatici aumentati. Il medicinaleiniettato per via endovenosa puo', in rari casi, indurre un marcato ritardo della conduzione atrio-ventricolare che puo' giungere, in rarissimi casi, fino al blocco totale con asistolia ventricolare. Qualora il ritmo non torni spontaneamente alla norma entro pochi secondi, si devono impiegare le contromisure indicate nell'apposito paragrafo. Con la terapia antiaritmica per via endovenosa non si puo' escludere il pericolo di una fibrillazione ventricolare. Qualora si presentasse questacomplicazione dopo somministrazione del farmaco si dovra' ricorrere aquanto previsto nell'apposito paragrafo. Nei casi di marcata bradicardia, Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso dovrebbe essere somministrato per via endovenosa nei casi di effettiva necessita' e sotto controllo elettrocardiografico. Si e' osservato che in pazienti con valori pressori arteriosi elevati la somministrazione endovenosa del medicinale induceva una significativa caduta pressoria, peraltro di breve durata. Per tale motivo in pazienti con ipotensione arteriosa si consiglia di usare il medicinale solo in casi di effettiva necessita'. In presenza di insufficienza cardiaca, e' necessario ottenere un compenso con glucosidi cardioattivi, prima del trattamento con del farmaco. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. Non sono disponibili dati adeguati e ben controllati in donne gravide. Verapamil attraversa la barriera placentare ed e' stato ritrovato nel cordone ombelicale. Poiche' gli studi sulla riproduzionenell'animale non sono sempre in grado di far prevedere la risposta nell'uomo, verapamil deve essere usato durante la gravidanza solo se strettamente necessario. Allattamento. Il verapamil cloridrato e i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno. Dati limitati relativamente alla somministrazione orale hanno dimostrato che la dose di verapamil che attraverso il latte viene ingerita dal lattante e' bassa (0,1-1% della dose orale assunta dalla madre). Tuttavia, non puo' essere escluso un rischio per i neonati/lattanti. Non sono invece attualmente disponibili dati clinici relativi alla somministrazione di verapamil per via endovenosa o per infusione durante l'allattamento. A causa della gravita' dei potenziali effetti indesiderati nel lattante, verapamil deveessere somministrato alla donna durante l'allattamento solo nel caso in cui lo si ritenga indispensabile al benessere della madre.

Codice: 020609071
Codice EAN:
Codice ATC: C08DA01
  • Sistema cardiovascolare
  • Calcio-antagonisti
  • Calcio-antagonisti selettivi con effetto cardiaco diretto
  • Derivati fenilalchilaminici
  • Verapamil
Temperatura di conservazione: non superiore a +30 gradi e al riparo dalla luce
Forma farmaceutica: SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FIALA