Condividi:

FLUOXEREN OS SOL 60ML 20MG/5ML

Produttore: A.MENARINI IND.FARM.RIUN.SRL
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

FLUOXEREN 20 MG

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antidepressivi; inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

PRINCIPI ATTIVI

FLUOXEREN 20 mg capsule rigide: ogni capsula rigida contiene: 22,36 mg di fluoxetina cloridrato equivalenti a 20,00 mg di fluoxetina. FLUOXEREN 20 mg/5ml soluzione orale 5 ml di soluzione orale contengono: 22,36 mg di fluoxetina cloridrato equivalenti a 20,00 mg di fluoxetina. FLUOXEREN 20 mg compresse dispersibili. Ogni compressa dispersibile contiene: 22,36 mg di fluoxetina cloridrato equivalenti a 20,00 mg di fluoxetina. Per l'elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1

ECCIPIENTI

FLUOXEREN 20 mg capsule rigide: ogni capsula rigida contiene: amido di mais, dimeticone, patent blu V E-131, ossido di ferro giallo E-172, titanio diossido E-171, gelatina. FLUOXEREN 20 mg/5ml soluzione orale:5 ml di soluzione orale contengono: acido benzoico, saccarosio, glicerina, aroma di menta, acqua depurata. FLUOXEREN 20 mg compresse dispersibili: ogni compressa dispersibile contiene: cellulosa microcristallina, saccarina sodica, mannitolo, sorbitolo, aroma di anice, aroma di menta piperita, silice colloidale anidra, amido pregelatinizzato, sodiostearil fumarato, crospovidone.

INDICAZIONI

Episodi di depressione maggiore. Disturbo ossessivo compulsivo. Bulimia nervosa: Fluoxeren e' indicato in associazione alla psicoterapia per la riduzione delle abbuffate ("binge-eating") e delle condotte di eliminazione ("purging activity").

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La fluoxetina e' controindicata in associazione con: inibitori irreversibili e non selettivi della monoamino ossidasi (per es. iproniazide) (vedere paragrafi 4.4 e 4.5); metoprololo utilizzato nell'insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.5).

POSOLOGIA

Per somministrazione orale. Episodi di depressione maggiore. Adulti ed anziani: la dose raccomandata e' di 20 mg al giorno. Se necessario, il dosaggio deve essere rivisto e aggiustato entro 3 - 4 settimane dall'inizio della terapia e successivamente come ritenuto clinicamente appropriato. Sebbene a dosi piu' elevate ci possa essere un potenziale aumento del rischio di effetti indesiderati in alcuni pazienti con risposta terapeutica insufficiente a 20 mg, la dose puo' essere aumentata gradualmente fino ad un massimo di 60 mg (vedere paragrafo 5.1). Gli aggiustamenti della dose devono essere effettuati con cautela per ogni singolo paziente, in modo da mantenere i pazienti alla minima dose efficace. I pazienti con depressione devono essere trattati per un periodo sufficiente di almeno 6 mesi per essere sicuri che siano liberi dalla sintomatologia. Disturbo ossessivo compulsivo. Adulti ed anziani: ladose raccomandata e' di 20 mg al giorno. Sebbene a dosi piu' elevate ci possa essere un potenziale aumento del rischio di effetti indesiderati, in alcuni pazienti, in caso di risposta terapeutica insufficientedopo 2 settimane di trattamento a 20 mg, e' possibile aumentare la dose fino a un massimo di 60 mg. Se entro 10 settimane non si osserva unmiglioramento, occorre riconsiderare il trattamento con fluoxetina. Se e' stata ottenuta una buona risposta terapeutica, il trattamento puo' essere continuato aggiustando il dosaggio su base individuale. Anchese non sono stati condotti studi sistematici che consentano di stabilire per quanto tempo continuare il trattamento con fluoxetina, il Disturbo Ossessivo Compulsivo e' una condizione cronica ed e' ragionevole considerare un prolungamento della terapia oltre le 10 settimane nei pazienti che rispondono al trattamento. Variazioni del dosaggio devono essere effettuate con cautela per ogni singolo individuo, in modo da mantenere il paziente alla minima dose efficace. La necessita' di un trattamento deve essere rivalutata periodicamente. Alcuni medici ritengono utile una concomitante psicoterapia comportamentale nei pazienti che hanno risposto bene alla terapia farmacologica. Nel Disturbo Ossessivo Compulsivo non e' stata dimostrata un'efficacia a lungo termine (oltre le 24 settimane). Bulimia nervosa. Adulti ed anziani: la dose raccomandata e' di 60 mg/die. Nella bulimia nervosa non e' stata dimostrata un'efficacia a lungo termine (oltre i 3 mesi). Adulti. Tutte le indicazioni: la dose raccomandata puo' essere aumentata o diminuita. Non sono state valutate in maniera sistematica dosi superiori a 80 mg/die. La fluoxetina puo' essere somministrata in dose singola o frazionata, durante o lontano dai pasti. Quando la somministrazione viene sospesa,le sostanze farmacologicamente attive persisteranno nell'organismo per settimane. Occorre tener conto di cio' quando si inizia o si interrompe il trattamento. La forma in capsule e quella liquida sono bioequivalenti. Bambini e adolescenti da 8 anni in poi (episodio di depressione maggiore da moderato a grave): il trattamento deve essere iniziato emonitorato sotto la supervisione di uno specialista. La dose inizialee' di 10 mg/die somministrata come 2,5 ml della soluzione orale di Fluoxeren. Gli aggiustamenti della dose devono essere effettuati con cautela, su base individuale, per mantenere il paziente alla minima dose efficace. Dopo 1 - 2 settimane, la dose puo' essere aumentata a 20 mg/die. L'esperienza clinica con dosi giornaliere superiori a 20 mg e' minima. Esistono solo dati limitati sul trattamento oltre le 9 settimane. Bambini con peso corporeo ridotto: a causa di livelli plasmatici piu' elevati nei bambini con peso ridotto, l'effetto terapeutico puo' essere raggiunto con dosi piu' basse (vedere paragrafo 5.2). Per i pazienti pediatrici che rispondono al trattamento, deve essere rivalutata lanecessita' di continuare il trattamento dopo 6 mesi. Se entro 9 settimane non si raggiunge alcun beneficio clinico, occorre riconsiderare il trattamento. Anziani: si raccomanda cautela quando si aumenta la dose e, in generale, la dose giornaliera non dovrebbe superare i 40 mg. La dose massima raccomandata e' 60 mg/die. Una dose piu' bassa o meno frequente (per es. 20 mg a giorni alterni) deve essere presa in considerazione nei pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 5.2),o nei pazienti in cui vi e' la possibilita' di un'interazione tra Fluoxeren e medicinali assunti in concomitanza (vedere paragrafo 4.5). Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento con Fluoxeren. Deve essere evitata una brusca interruzione del trattamento. Quando si interrompe il trattamento con Fluoxeren la dose deve essere ridotta gradualmente in un periodo di almeno 1 - 2 settimaneper ridurre il rischio di reazioni da sospensione (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Se, a seguito della riduzione della dose o al momento dell'interruzione del trattamento, dovessero manifestarsi sintomi non tollerabili, si puo' prendere in considerazione il ripristino della dose prescritta in precedenza. Successivamente il medico puo' continuare a ridurre la dose, ma in modo piu' graduale.

CONSERVAZIONE

FLUOXEREN 20 mg capsule rigide e FLUOXEREN 20 mg/5 ml soluzione oraleConservare a temperatura inferiore a 25 gradi C. FLUOXEREN 20 mg compresse dispersibili Conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C.

AVVERTENZE

Popolazione pediatrica. Bambini e adolescenti di eta' inferiore a 18 anni: negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattaticon antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo sono stati osservati con maggiore frequenza comportamenti correlati al suicidio (tentativi di suicidio e pensieri suicidari) e ostilita' (essenzialmente aggressivita', comportamento oppositivo e collera). Fluoxeren deve essere usato solo in bambini e adolescenti di eta' compresa tra 8 e 18 anni per il trattamento di episodi di depressione maggiore di grado moderato- severo e non dovrebbe essere usato in altre indicazioni. Qualora, in base ad esigenze mediche, si decida di effettuare il trattamento, il paziente deve essere monitorato attentamente per quanto concernela comparsa di sintomi suicidari. Inoltre, in bambini e adolescenti, sono disponibili solo pochi dati sulla sicurezza a lungo termine, compresi gli effetti sulla crescita, la maturazione sessuale e lo sviluppocognitivo, emotivo e comportamentale (vedere paragrafo 5.3). In uno studio clinico di 19 settimane e' stato osservato un ridotto aumento sia dell'altezza che del peso in bambini e adolescenti trattati con fluoxetina (vedere paragrafo 5.1). Non e' stato stabilito se ci sia un effetto sul raggiungimento della normale altezza in eta' adulta. Non puo'essere esclusa la possibilita' di un ritardo della puberta' (vedere paragrafi 5.3 e 4.8). Pertanto, durante e dopo il trattamento con la fluoxetina, devono essere monitorati crescita e sviluppo puberale (altezza, peso e stadiazione secondo TANNER). Se uno di questi e' rallentato, si deve considerare un consulto pediatrico. Negli studi effettuati sulla popolazione pediatrica sono stati riportati comunemente mania ed ipomania (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, e' raccomandato un regolaremonitoraggio per il verificarsi di mania/ipomania. La fluoxetina deveessere sospesa in ogni paziente che entra in una fase maniacale. E' importante che il medico discuta attentamente dei rischi e benefici deltrattamento con il bambino/giovane e/o con i suoi genitori. Eruzione cutanea e reazioni allergiche: sono stati segnalati eruzione cutanea, eventi anafilattoidi ed eventi sistemici progressivi, talvolta gravi (che hanno coinvolto cute, reni, fegato o polmoni). Deve essere sospesala somministrazione di fluoxetina in caso di comparsa di eruzione cutanea o di altri fenomeni di natura allergica per i quali non puo' essere identificata una diversa eziologia. Convulsioni: le convulsioni rappresentano un rischio potenziale con i farmaci antidepressivi. Pertanto, come per altri antidepressivi, la fluoxetina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con anamnesi di convulsioni. Il trattamento deve essere sospeso in qualunque paziente che manifesti la comparsadi convulsioni o in cui si osservi un aumento nella frequenza delle convulsioni. La somministrazione della fluoxetina deve essere evitata in pazienti con disturbi convulsivi instabili/epilessia ed i pazienti con epilessia controllata devono essere attentamente monitorati (vedereparagrafo 4.5). Terapia elettroconvulsiva (TEC): in pazienti trattaticon fluoxetina che ricevono un trattamento con TEC sono stati segnalati rari casi di convulsioni prolungate, di conseguenza si consiglia cautela. Mania: gli antidepressivi devono essere usati con cautela nei pazienti con anamnesi di mania/ipomania. Come con tutti i farmaci antidepressivi, la fluoxetina deve essere sospesa in qualunque paziente chestia entrando in una fase maniacale. Funzionalita' epatica/renale: lafluoxetina e' ampiamente metabolizzata dal fegato ed eliminata dai reni. Nei pazienti con disfunzione epatica significativa e' raccomandatauna dose piu' bassa, per es una somministrazione a giorni alterni. Quando e' stata somministrata fluoxetina in dosi di 20 mg/die per 2 mesi, i pazienti con insufficienza renale grave (GFR < 10 ml/min) che necessitavano della dialisi non hanno mostrato alcuna differenza nei livelli plasmatici di fluoxetina o norfluoxetina rispetto ai soggetti di controllo con funzionalita' renale normale. Tamoxifene: la fluoxetina, potente inibitore del CYP2D6, puo' causare la riduzione delle concentrazioni di endoxifene, uno dei piu' importanti metaboliti attivi del tamoxifene. Quando possibile, si deve quindi evitare la somministrazione di fluoxetina durante il trattamento con tamoxifene (vedere paragrafo 4.5). Effetti cardiovascolari: non e' stata osservata alcuna alterazione della conduzione che portasse ad arresto cardiaco nell'ECG in 312 pazienti che avevano ricevuto fluoxetina durante studi clinici in doppio cieco. Comunque, l'esperienza clinica nella cardiopatia acuta e' limitata, pertanto si consiglia cautela. Durante la fase post-marketing sono stati riportati casi di prolungamento dell'intervallo QT e di aritmia ventricolare, compresa la torsione di punta (vedere paragrafi 4.5,4.8 e 4.9). La fluoxetina deve essere usata con cautela in pazienti con condizioni come sindrome congenita del QT lungo, anamnesi familiaredi prolungamento del QT o altre condizioni cliniche che predisponganoad aritmie (per es. ipopotassiemia, ipomagnesemia, bradicardia, infarto acuto del miocardio o insufficienza cardiaca scompensata) oppure adaumentata esposizione alla fluoxetina (per es. insufficienza epatica). Se vengono trattati pazienti con cardiopatia stabile, prima di iniziare il trattamento deve essere presa in considerazione l'esecuzione diun ECG. Se durante il trattamento con fluoxetina compaiono segni di aritmia cardiaca, il trattamento deve essere sospeso e deve essere eseguito un ECG. Perdita di peso: nei pazienti che assumono la fluoxetina puo' verificarsi perdita di peso, ma questa e' abitualmente proporzionale al peso corporeo di partenza. Diabete: nei pazienti diabetici, il trattamento con un SSRI puo' alterare il controllo glicemico. Durante la terapia con la fluoxetina si e' verificata ipoglicemia, mentre iperglicemia si e' sviluppata dopo sospensione del farmaco. Puo' essere necessario un aggiustamento del dosaggio dell'insulina e/o dell'ipoglicemizzante orale. Suicidio/Ideazione suicidaria o peggioramento del quadro clinico: la depressione e' associata ad un aumento del rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Tale rischio persiste fino a che non si verifica una remissionesignificativa della malattia. Poiche' possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane o piu' di trattamento, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. E' esperienza clinica comune che il rischio di suicidio puo' aumentare nelle prime fasi del processo di guarigione. Anche altre patologie psichiatriche per le quali Fluoxeren e' prescritto possono essere associate ad un aumento del rischio di comportamento suicidario.

INTERAZIONI

Sono stati effettuati studi d'interazione solo negli adulti. Emivita:deve essere tenuta presente la lunga emivita di eliminazione sia della fluoxetina che della norfluoxetina (vedere paragrafo 5.2), quando sidevono prendere in considerazione le interazioni farmacologiche di tipo farmacodinamico o farmacocinetico (per es. nel cambiare da fluoxetina ad altri antidepressivi). Associazioni controindicate: inibitori irreversibili non selettivi della monoamino ossidasi (per es. iproniazide). Sono stati segnalati casi di reazioni gravi e talvolta letali in pazienti che assumevano un SSRI in combinazione con un inibitore irreversibile non selettivo della monoamino ossidasi (IMAO). Questi casi presentano caratteristiche simili alla sindrome serotoninergica (e possono essere confusi con (o diagnosticati come) una sindrome maligna da neurolettici). La ciproeptadina o il dantrolene possono essere di beneficio ai pazienti che presentano tali reazioni. Sintomi di un'interazione farmacologica con un IMAO comprendono: ipertermia, rigidita', mioclono, instabilita' del sistema nervoso autonomo con possibili fluttuazioni rapide dei segni vitali, modificazioni dello stato mentale che comprendono stato confusionale, irritabilita' e agitazione estrema fino a delirio e coma. Pertanto, la fluoxetina e' controindicata in associazione con un IMAO non selettivo irreversibile (vedere paragrafo 4.3). Poiche' quest'ultimo ha un effetto che dura 2 settimane, il trattamento con fluoxetina deve essere iniziato solo 2 settimane dopo la sospensione di un IMAO non selettivo irreversibile: allo stesso modo, devono trascorrere almeno 5 settimane dopo la sospensione del trattamento con fluoxetina prima dell'inizio della terapia con un IMAO non selettivo irreversibile. Metoprololo usato nell'insufficienza cardiaca: il rischiodi eventi avversi da metoprololo, tra cui una bradicardia eccessiva, puo' aumentare a causa dell'inibizione del suo metabolismo da parte della fluoxetina (vedere paragrafo 4.3). Associazioni non raccomandate. Tamoxifene: in letteratura e' stata riportata l'interazione farmacocinetica tra inibitori del CYP2D6 e tamoxifene, con una riduzione del 65-75% dei livelli plasmatici di una delle forme piu' attive di tamoxifene, cioe' l'endoxifene. In alcuni studi e' stata riportata una riduzione dell'efficacia del tamoxifene somministrato in concomitanza con alcuni antidepressivi SSRI. Poiche' tale riduzione dell'effetto del tamoxifene non puo' essere esclusa, ogni qualvolta e' possibile deve essere evitata la somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP2D6 (fluoxetina compresa) (vedere paragrafo 4.4). Alcool: nei test abituali, la fluoxetina non determina un aumento dei livelli di alcolemia ne' potenzia gli effetti dell'alcool. Tuttavia, la combinazione di un trattamento con SSRI ed alcool non e' consigliabile. IMAO-tipo. A compresi linezolide e metiltioninio cloruro (blu di metilene): rischio di sindrome serotoninergica comprendente diarrea, tachicardia, sudorazione, tremore, stato confusionale o coma. Se non e' possibile evitare l'uso concomitante di questi principi attivi insieme alla fluoxetina, deve essere eseguito un rigoroso monitoraggio clinico e la somministrazione degli agenti concomitanti deve iniziare alle dosi raccomandate piu'basse possibili (vedere paragrafo 4.4). Mequitazina: puo' aversi un aumento del rischio di eventi avversi da mequitazina (come un prolungamento del QT), a causa dell'inibizione del suo metabolismo da parte della fluoxetina. Associazioni che richiedono cautela. Fenitoina: sono state osservate alterazioni dei livelli ematici quando viene associata con fluoxetina. In alcuni casi si sono verificate manifestazioni di tossicita'. Si consiglia pertanto di somministrare il farmaco concomitante secondo schemi terapeutici conservativi e di seguire attentamente lecondizioni cliniche del paziente. Farmaci serotoninergici [litio, tramadolo, triptani, triptofano, selegilina (IMAO-tipo B), erba di S.Giovanni (Hypericum perforatum)]: sono state riportate segnalazioni di unamoderata sindrome serotoninergica in seguito a somministrazione di SSRI in associazione farmaci aventi anch'essi un effetto serotoninergico. Il contemporaneo impiego di fluoxetina con questi farmaci deve quindi essere effettuato con cautela, con un monitoraggio clinico piu' mirato e piu' frequente (vedere paragrafo 4.4). L'associazione con triptani aggiunge un ulteriore rischio di vasocostrizione coronarica ed ipertensione. Prolungamento dell'intervallo QT: non sono stati eseguiti studi di farmacocinetica e di farmacodinamica sull'associazione tra fluoxetina e altri medicinali che prolungano l'intervallo QT. Non puo' essere escluso un effetto additivo di fluoxetina e di tali medicinali. Di conseguenza, la somministrazione concomitante di fluoxetina e medicinali che prolungano l'intervallo QT - come antiaritmici di classe IA e III, antipsicotici (per esempio derivati della fenotiazina, pimozide, aloperidolo), antidepressivi triciclici, alcuni agenti antimicrobici (per esempio sparfloxacina, moxifloxacina, eritromicina IV, pentamidina), terapia antimalarica, soprattutto alofantrina, alcuni antistaminici (astemizolo, mizolastina) - richiede cautela (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 4.9). Medicinali che influenzano l'emostasi (anticoagulanti orali,qualunque sia il loro meccanismo d'azione, antiaggreganti piastrinici, compresa aspirina e FANS): rischio di aumentato sanguinamento. Con gli anticoagulanti orali deve essere eseguito un monitoraggio clinico eun monitoraggio piu' frequente del INR. Puo' essere opportuno un aggiustamento della dose durante il trattamento con fluoxetina e dopo la sua interruzione (vedere paragrafi 4.4. e 4.8). Ciproeptadina: sono stati riportati singoli casi di riduzione dell'attivita' antidepressiva della fluoxetina quando utilizzata in associazione con ciproeptadina. Medicinali che inducono iponatremia: l'iponatremia e' un effetto indesiderato della fluoxetina. L'impiego insieme ad altri agenti associati aiponatremia (per es. diuretici, desmopressina, carbamazepina e oxcarbazepina) puo' causare un aumento del rischio (vedere paragrafo 4.8). Medicinali che abbassano la soglia epileptogenica: le convulsioni sono un effetto indesiderato della fluoxetina. Il rischio puo' essere aumentato dall'impiego in associazione con altri agenti in grado di abbassare la soglia epileptogenica (per es. TCA, altri SSRI, fenotiazine, butirofenoni, meflochina, clorochina, buproprione, tramadolo).

EFFETTI INDESIDERATI

a) Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse piu' comunemente riportate nei pazienti trattati con fluoxetina sono state cefalea, nausea, insonnia, affaticamento e diarrea. Gli effetti indesiderati possono diminuire l'intensita' e di frequenza con la prosecuzione del trattamento e in genere non rendono necessaria l'interruzione della terapia. b) Reazioni avverse. Di seguito si presentano le reazioni avverse osservate durante il trattamento con fluoxetina di popolazioni adulte e pediatriche. Alcune di queste reazioni avverse sono comuni anche ad altri SSRI. Le frequenze sotto riportate sono state calcolate sulla base dei dati derivati da studi clinici condotti su adulti (n = 9297) e segnalazioni spontanee. Frequenza stimata: molto comune (>= 1/10); comune (da >= 1/100 a < 1/10); non comune (da >= 1/1.000 a < 1/100);raro (da >= 1/10.000 a < 1/1000), molto raro (<1/10.000) e non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema emolinfopoietico. Raro: trombocitopenia, neutropenia, leucopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazione anafilattica, malattia da siero. Patologie endocrine. Raro: secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico. Disturbi del metabolismo dellanutrizione. Comune: diminuzione dell'appetito^1; raro: iponatremia. Disturbi psichiatrici. Molto comune: insonnia^2; comune: ansia, nervosismo, irrequietezza, tensione, diminuzione della libido^3, disturbi delsonno, sogni anomali^4; non comune: depersonalizzazione, umore elevato, umore euforico, pensiero anormale, orgasmo anormale^5, bruxismo, pensiero e comportamento suicidario^6; raro: ipomania, mania, allucinazioni, agitazione, attacchi di panico, stato confusionale, disfemia, aggressività. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune: disturbi dell'attenzione, capogiro, disgeusia, letargia, sonnolenza^7, tremore; non comune: iperattività psicomotoria, discinesia, atassia, disturbi dell'equilibrio, mioclono, compromissione della memoria; raro: convulsione, acatisia, sindrome bucco-linguale, sindrome serotoninergica. Patologie dell'occhio. Comune: visione offuscata; non comune:midriasi. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: tinnito. Patologie cardiache. Comune: palpitazioni; raro: aritmia ventricolare, compresa la torsione di punta, prolungamento del qt in ecg. Patologie vascolari. Comune: rossore^8; non comune: ipotensione; raro: vasculite, vasodilatazione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: sbadiglio; non comune: dispnea, epistassi; raro: faringite, patologie polmonari (processi infiammatori con istopatologia variabile e/o fibrosi)^9. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea,nausea; comune: vomito, dispepsia, bocca secca; non comune: disfagia,emorragia gastrointestinale^10; raro: dolore esofageo. Patologie epatobiliari. Raro: epatite idiosincrasica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea^11, orticaria, prurito, iperidrosi; non comune: alopecia, aumento della tendenza ai lividi, sudore freddo; raro: angioedema, ecchimosi, fotosensibilità, porpora, eritema multiforme, sindrome di stevens-johnson necrolisi epidermica tossica (sindrome di lyell). Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Comune: artralgia; non comune: contrazioni muscolari; raro: mialgia. Patologie renali ed urinari. Comune: minzione frequente^12; non comune: disuria; raro: ritenzione urinaria, disturbo della minzione. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: sanguinamento ginecologico^13, disfunzione erettile, disturbo dell'eiaculazione^14; non comune: disfunzione sessuale; raro: galattorrea, iperprolattinemia, priapismo; non nota: emorragia postpartum^15. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: affaticamento^16; comune: sensazione di nervosismo, brividi; non comune: malessere, sensazione di anormalità, sensazione difreddo, sensazione di caldo; raro: emorragia delle mucose. Esami diagnostici. Comune: calo di peso; raro: aumento delle transaminasi aumento della gamma- glutamiltransferasi. ^1 Include anoressia ^2 Include risveglio precoce al mattino, insonnia iniziale, insonnia intermedia ^3 Include perdita della libido ^4 Include incubi ^5 Include anorgasmia ^6 Include suicidio portato a termine, depressione suicida, autolesionismo intenzionale, idee autolesionistiche, comportamento suicidario, ideazione suicidaria, tentativo di suicidio, pensieri morbosi, comportamento autolesionistico. Questi sintomi possono essere dovuti a malattiasottostante. ^7 Include ipersonnia, sedazione ^8 Include vampate di calore ^9 Include atelectasia, patologia polmonare interstiziale, polmonite ^10 Include piu' frequentemente sanguinamento gengivale, ematemesi, ematochezia, emorragia rettale, diarrea emorragica, melena ed emorragia da ulcera gastrica ^11 Include eritema, eruzione esfoliativa, eruzione da calore, eruzione cutanea, esantema eritematoso, esantema follicolare, eruzione cutanea generalizzata, esantema maculare, esantema maculo-papulare, esantema morbilliforme, esantema papulare, esantema pruriginoso, esantema vescicolare, esantema eritematoso ombelicale ^12 Include pollachiuria ^13 Include emorragia della cervice, disfunzione uterina, sanguinamento uterino, emorragia genitale, menometrorragia, menorragia, metrorragia, polimenorrea, emorragia postmenopausale, emorragia uterina, emorragia vaginale ^14 Include mancata eiaculazione, disfunzione eiaculatoria, eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata, eiaculazione retrograda ^15 L'evento e' stato riferito per la classe terapeutica di SSRI/SNRI (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). ^16 Include astenia. Sono stati riportati inoltre alterazioni del gusto, vertigini, euforia, anorgasmia e iposodiemia. c) Descrizione di reazioni avverse selezionate. Suicidio/pensieri suicidari o peggioramento clinico: sono stati riportati casi di ideazione suicidaria e comportamenti suicidari durante la terapia con fluoxetina o subito dopo l'interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4). Fratture ossee: studi epidemiologici, condotti principalmente su pazienti di eta' pari o superiore a 50 anni mostrano un aumento del rischio di fratture ossee nei pazienti cui vengono somministrati SSRI e TCA. Il meccanismo alla base di questo aumento del rischio non e' noto. Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento con fluoxetina: l'interruzione del trattamento con fluoxetina causa comunemente sintomi da sospensione. Capogiri, disturbi del sensorio (compresa parestesia), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), astenia, agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea, sono le reazioni piu' comunemente riportate.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: alcuni studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di difetti cardiovascolari associati all'uso della fluoxetina durante il primo trimestre. Il meccanismo non e' noto. Nel complesso i dati suggeriscono che il rischio di avere un neonato con un difetto cardiovascolare in seguito ad esposizione materna alla fluoxetina e' di 2/100 a fronte di un tasso atteso per tali difetti di circa 1/100 nella popolazione generale. I dati epidemiologici hanno suggerito che l'uso di SSRI in gravidanza, soprattutto verso la fine della gravidanza, puo' aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN). Il rischio osservato e' stato di circa 5 casi ogni 1000 gravidanze. Nella popolazione generale si verificano da 1 a 2 casi di PPHN per 1000 gravidanze. Inoltre, anche se la fluoxetina puo' essere usata durante la gravidanza, deve essere usata cautela, specialmente nelle ultime fasi della gravidanza o subito prima dell'inizio del travaglio di parto, poiche' nei neonati sono stati riportati i seguenti effetti: irritabilita', tremore, ipotonia, pianto persistente, difficolta' asucchiare o a dormire. Questi sintomi possono indicare sia effetti serotoninergici, sia una sindrome da sospensione. Il momento di insorgenza e la durata di questi sintomi possono essere correlati alla lunga emivita della fluoxetina (4-6 giorni) e del suo metabolita attivo, la norfluoxetina (4-16 giorni). I dati osservazionali individuano un rischio aumentato (inferiore a 2 volte) di emorragia postpartum in seguito a esposizione a SSRI/SNRI nel mese precedente il parto (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Allattamento: e' noto che la fluoxetina ed il suo metabolita attivo norfluoxetina vengono escreti nel latte materno umano. Eventi avversi sono stati riportati nei neonati allattati al seno. Se iltrattamento con fluoxetina e' ritenuto necessario, deve essere presa in considerazione la sospensione dell'allattamento al seno; comunque, se l'allattamento al seno viene continuato, deve essere prescritta la piu' bassa dose efficace di fluoxetina. Fertilita': i dati sugli animali hanno dimostrato che la fluoxetina puo' influire sulla qualita' dello sperma (vedere paragrafo 5.3). Segnalazioni di casi umani con alcuni SSRI hanno dimostrato che un effetto sulla qualita' dello sperma e' reversibile. Finora non e' stato osservato un impatto sulla fertilita'umana.

Codice: 025959026
Codice EAN:
Codice ATC: N06AB03
  • Sistema nervoso
  • Psicoanalettici
  • Antidepressivi
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
  • Fluoxetina
Temperatura di conservazione: inferiore a +25 gradi
Forma farmaceutica: SOLUZIONE ORALE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE