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DAUNOBLASTINA EV 1FL 20MG+10ML

Produttore: PFIZER ITALIA SRL
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

DAUNOBLASTINA 20 MG/10 ML POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibiotici citotossici, antracicline.

PRINCIPI ATTIVI

Un flaconcino contiene: daunorubicina cloridrato 20 mg.

ECCIPIENTI

Mannitolo, solvente: soluzione fisiologica salina.

INDICAZIONI

Leucemia acuta mieloblastica: queso farmaco da solo o in associazionecon altri farmaci antiblastici e' indicato per il trattamento di tutti gli stadi di questa malattia. Questo medicinale trova inoltre una indicazione elettiva in quella varieta' particolare di leucemia acuta rappresentata dalla leucemia a promielociti. Leucemia linfoblastica acuta: questo farmaco e' molto attivo nell'indurre la remissione di questacondizione patologica, ma dati i suoi effetti collaterali e la disponibilita' di altre forme di trattamento, il suo uso e' fondamentalmenteindicato solo in quei casi che si sono dimostrati resistenti ad altrifarmaci. Tuttavia, la somministrazione combinata di questo medicinale, prednisone e vincristina, e' stata effettuata con successo nella fase di attacco della malattia. Altri tumori: risultati positivi sono stati osservati con questo farmaco nel neuroblastoma e nel rabdomiosarcoma. Questo medicinale, come parte di un regime di combinazione, e' indicato per il trattamento della leucemia linfocitica acuta e della leucemia mieloide acuta nei bambini.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ipersensibilita' alle antracicline; mielosoppressione persistente; gravi infezioni in atto; grave insufficienza epatica (Child-Pugh Grado C (punteggio totale 10-15)) o renale (velocita' di filtrazione glomerulare (VFR) <10 ml/min o creatinina sierica >7,9 mg/dl); insufficienza miocardica; infarto miocardico recente; grave aritmia. La daunorubicina cloridrato non deve essere utilizzata se la sua dose massima cumulativa (500-600 mg/m^2 negli adulti, 300 mg/m^2 nei bambini di eta' maggiore ai 2 anni, 10 mg/kg di peso corporeo nei bambini sotto i 2 anni) o se un'altra antraciclina cardiotossica e' gia' stata somministratain precedenza, perche' altrimenti il pericolo di un danno cardiaco aumenta notevolmente. Le donne non devono allattare durante il trattamento.

POSOLOGIA

La dose singola puo' variare da 0,5 a 3 mg/kg. Le dosi di 0,5-1 mg/kgpossono essere ripetute ad intervalli di 1 o piu' giorni; le dosi di 2 mg/kg dovrebbero essere spaziate di 4 o piu' giorni; le dosi di 2,5-3 mg/kg, benche' raramente impiegate, dovrebbero essere somministrate solo a intervalli di 7-14 giorni. Il numero di iniezioni richieste varia ampiamente da paziente a paziente e deve essere fissato per ciascuncaso secondo la risposta e la tollerabilita', con particolare riferimento al quadro ematologico e midollare e l'eventuale associazione con altri antiblastici. Sia nell'adulto che nel bambino si raccomanda di non superare la dose totale di 20 mg/kg. Compromissione epatica: il dosaggio di questo medicinale deve essere ridotto in quei pazienti che presentano compromissione della funzionalita' epatica onde evitare un aumento della tossicita' globale. Si raccomandano riduzioni della dose in pazienti con i seguenti parametri chimici nel siero: non somministrare la daunorubicina cloridrato a pazienti con grave compromissione epatica (Child-Pugh Grado C [punteggio totale 10-15]) Per pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (Child-Pugh Grado A [punteggio totale 5-6] e B [punteggio totale 7-9]), le riduzioni delle dosi sono raccomandate in base ai seguenti valori di bilirubina sierica: Bilirubina da 1,2 a 3 mg/dl: meta' della dose iniziale raccomandata. Bilirubina >3 mg/dl: un quarto della dose iniziale raccomandata. Compromissione renale: per pazienti con compromissione renale moderata, velocita'di filtrazione glomerulare (VFR) compresa fra 10-20 ml/min o creatinina sierica compresa fra circa 3,4-7,9 mg/dl, ridurre a meta' la dose di daunorubicina cloridrato. Modo di somministrazione: questo farmaco non e' attiva per via orale e non deve essere somministrata per via intramuscolare o intratecale. La somministrazione viene fatta solo per iniezione endovenosa; e' opportuno eseguirla attraverso il tubolare di una fleboclisi di soluzione fisiologica in corso, dopo essersi accertati che l'ago sia perfettamente in vena. Questa tecnica riduce il pericolo della fuoriuscita del farmaco ed assicura il lavaggio della vena altermine della somministrazione. Questo medicinale non deve essere mescolata con eparina in quanto questi farmaci presentano incompatibilita' chimica ed in certe proporzioni formano un precipitato. Popolazione pediatrica: il dosaggio di questo farmaco nei bambini (di eta' superiore ai 2 anni) e' di solito calcolato in base all'area di superficie corporea e aggiustato per rispondere ai requisiti individuali di ogni paziente, sulla base della risposta clinica e dello status ematologico del paziente. I cicli possono essere ripetuti dopo 3-6 settimane. Per il regime di trattamento appropriato devono essere consultati i protocolli correnti specializzati e le linee guida. Per i bambini di eta' superiore a 2 anni la dose cumulativa massima e' 300 mg/m^2. Per i bambini di eta' inferiore ai 2 anni (o con area di superficie corporea inferiore a 0,5 m^2), la dose cumulativa massima e' 10 mg/Kg.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Il contatto con la pelle e le mucose deve essere evitato durante la manipolazione di daunorubicina cloridrato. Maggiori precauzioni di sicurezza devono essere osservate dai medici e dal personale infermieristico a causa della possibile azione mutagena e cancerogena di daunorubicina cloridrato. E' consigliabile usare particolare cautela se si vienea contatto con escrementi e vomito dei pazienti in quanto possono contenere daunorubicina cloridrato o un suo metabolita attivo. Il personale in stato di gravidanza non deve entrare in contatto con i farmaci citostatici. Controindicazioni relative sono la pancitopenia grave o leucocitopenia o trombocitopenia isolate. Ulteriori controindicazioni relative sono le gravi aritmie cardiache, in particolare le tachicardie ventricolari o le aritmie con effetti emodinamici clinicamente rilevanti, l'insufficienza cardiaca clinicamente manifesta (anche all'anamnesi), l'infarto del miocardio, i gravi disturbi dei reni e del fegato, la gravidanza e le scarse condizioni generali del paziente. Il medico curante deve valutare i rischi e i benefici e decidere il trattamento su base individuale. A causa dei suoi effetti immunosoppressivi, dopo il trattamento con daunorubicina cloridrato possono svilupparsi infezioni incontrollate, in particolare malattie virali (Herpes zoster), che possono peggiorare il quadro clinico del paziente fino a comportare unpericolo di vita. Particolare cautela deve essere usata in pazienti precedentemente sottoposti a radioterapia o per i quali la radioterapiae' in corso o e' stata pianificata. Questi pazienti hanno un rischio maggiore di reazioni localizzate nella zona di radiazione (fenomeni dirichiamo) durante il trattamento con daunorubicina cloridrato. Una radiazione precedente del mediastino aumenta la cardiotossicita' di daunorubicina cloridrato. Prima di iniziare il trattamento con daunorubicina cloridrato i pazienti devono riprendersi dalla tossicita' acuta dovuta al precedente trattamento citotossico (come stomatiti, neutropenia, trombocitopenia, infezioni generalizzate). Sistema ematopoietico: una mielosoppressione si verifica in tutti i pazienti dopo la somministrazione di una dose terapeutica. Una soppressione reversibile del midollo osseo si sviluppa in base alla dose di farmaco utilizzata e consiste principalmente in leucopenia, granulocitopenia (neutropenia) e trombocitopenia. L'anemia si manifesta piu' raramente. Il nadir si ottiene dopo 8 - 10 giorni dall'inizio della terapia. Il recupero avviene generalmente dopo 2 - 3 settimane dall'ultima iniezione. Per evitare complicanze mielotossiche e' necessario un attento monitoraggio della contaematica prima e durante il trattamento, facendo particolare attenzione ai leucociti, granulociti, piastrine ed eritrociti. Come conseguenzadella mielosoppressione possono verificarsi febbre, infezioni, sepsi,shock settico, emorragie e ipossia tissutale che possono portare anche alla morte. Si deve garantire che gravi infezioni e/o episodi di emorragia vengano trattati in modo rapido ed efficace. La mielosoppressione puo' richiedere un trattamento di terapia intensiva. Leucemia secondaria: sono stati riportati casi di leucemia secondaria, con o senza fase pre-leucemica, nei pazienti trattati con antracicline (inclusa la daunorubicina). La leucemia secondaria e' piu' comune quando questi medicinali vengono somministrati in combinazione con agenti antineoplastici che danneggiano il DNA, in combinazione con la radioterapia, quando i pazienti sono stati pesantemente pretrattati con farmaci citotossici, o quando le dosi di antracicline sono state aumentate. Queste leucemie possono avere un periodo di latenza che varia da 1 a 3 anni. Cardiotossicita': il danno del miocardio e' uno dei maggiori rischi del trattamento con daunorubicina cloridrato. Il danno al miocardio causato dalla daunorubicina cloridrato puo' avvenire in due forme. La forma acuta dose-indipendente si manifesta con aritmie sopraventricolari (tachicardia sinusale, contrazioni ventricolari premature, blocco AV) e/o anomalie non specifiche all'ECG (alterazioni del tratto ST-T, complessiQRS a bassa frequenza, onde T). Sono stati riportati angina pectoris,infarto del miocardio, fibrosi endomiocardica, pericardite/miocardite. La forma ritardata puo' manifestarsi con cardiomiopatia congestizia,soprattutto dopo la somministrazione di alte dosi cumulative di daunorubicina cloridrato. A volte questo si verifica durante la terapia, maspesso anche solo mesi o anni dopo aver completato il trattamento e si manifesta clinicamente con insufficienza cardiaca globale, che talvolta causa la morte attraverso l'insufficienza cardiaca acuta. La gravita' e la frequenza di questi effetti collaterali dipendono dalla dose cumulativa di daunorubicina cloridrato. Si raccomanda un attento monitoraggio della funzione cardiaca prima, durante e dopo il trattamento al fine di individuare il rischio di complicanze cardiache il piu' presto possibile. Per il controllo di routine i mezzi piu' idonei sono l'ECG e la determinazione della frazione di eiezione ventricolare sinistra (UCG, MUGA scan). La dose massima tollerata per adulti e' di circa 550 mg/m^2, per i bambini oltre i due anni e' di circa 300 mg/m^2 e peri bambini al di sotto dei 2 anni e' di circa 10 mg/kg di peso corporeo. I fattori di rischio per la tossicita' cardiaca includono anche malattie cardiovascolari in atto o silenti, precedente o concomitante radioterapia del mediastino/zona pericardica, precedente terapia con altre antracicline o antracenedioni, e l'uso concomitante di farmaci che riducono la contrattilita' cardiaca, o di farmaci cardiotossici (ad esempio, trastuzumab). Le antracicline inclusa la daunorubicina non devono essere somministrate in combinazione con altri agenti cardiotossici a meno che la funzione cardiaca del paziente sia attentamente monitorata. In pazienti in trattamento con le antracicline dopo l'interruzionedel trattamento con altri farmaci cardiotossici, soprattutto quelli con una lunga emivita come trastuzumab, il rischio di sviluppare cardiotossicita' puo' aumentare. Pertanto, una dose cumulativa totale di 400mg/m^2 negli adulti deve essere superata con estrema cautela. I pazienti anziani, i pazienti con storia di malattia cardiaca o che hanno manifestato ipertensione arteriosa o hanno subito irradiazione toracica sono maggiormente esposti, come lo sono anche i bambini. In questi casi, una dose cumulativa totale di 400 mg /m^2 negli adulti non deve essere superata. A causa di maggiore rischio di danno del miocardio nei bambini e negli adolescenti, si consiglia un follow-up cardiologico a lungo termine. Diversi studi a lungo termine nei bambini suggeriscono inoltre che dopo il trattamento con antracicline si puo' verificare unacardiomiopatia congestizia progressiva con una latenza di molti anni ed un progressivo peggioramento.

INTERAZIONI

Poiche' la daunorubicina cloridrato viene utilizzata in molti casi inassociazione con altri farmaci citostatici, la tossicita' totale puo'essere potenziata in particolare per quanto riguarda la mielosoppressione e la tossicita' gastrointestinale. L'uso concomitante di daunorubicina cloridrato e di altre sostanze cardiotossiche o di radioterapia del mediastino aumentano la cardiotossicita' di daunorubicina cloridrato. Pertanto, e' necessario un monitoraggio particolarmente attento, come con la somministrazione concomitante di altre sostanze cardioattive (p.es. calcio-antagonisti). Se i pazienti sono stati pre-trattati o sono in trattamento con farmaci che influenzano la funzionalita' del midollo osseo (p. es. citostatici, sulfamidici, cloramfenicolo, difenilidantoina, derivati dell'amidopirina, agenti antiretrovirali) deve essere tenuta in considerazione la possibilita' di una marcata patologia ematopoietica. Se necessario la dose di daunorubicina cloridrato deve essere modificata. Se associata a farmaci citostatici (p.es. citarabina, ciclofosfamide), gli effetti tossici della terapia con daunorubicina cloridrato possono essere potenziati. Daunorubicina cloridrato vienemetabolizzata principalmente nel fegato; i farmaci in associazione che influenzano la funzionalita' epatica possono anche influenzare il metabolismo o la farmacocinetica di daunorubicina cloridrato e di conseguenza possono influenzare la sua efficacia e/o la sua tossicita'. La combinazione di daunorubicina cloridrato con medicinali potenzialmente epatotossici (p.es. metotrexato) puo' portare ad un aumento della tossicita' della sostanza attraverso la compromissione del metabolismo epatico e/o alla escrezione biliare di daunorubicina cloridrato. Questo puo' comportare un'esacerbazione degli effetti collaterali. Dopo la somministrazione concomitante con altri citostatici aumenta il rischio d'incidenza di effetti indesiderati gastrointestinali. I medicinali che provocano una lenta escrezione di acido urico (ad esempio sulfamidici,alcuni diuretici) possono portare ad una grave iperuricemia dopo l'uso concomitante di daunorubicina cloridrato. Si deve tener conto che l'assunzione e l'assorbimento dei farmaci orali utilizzati in associazione possono essere notevolmente influenzati da una mucosite orale e gastrointestinale che si manifestano frequentemente in associazione ad una chemioterapia intensiva a base di daunorubicina cloridrato. Nel trattamento dei pazienti trombocitopenici deve essere prevista un maggioretendenza al sanguinamento correlata all'assunzione concomitante di sostanze che inibiscono l'aggregazione dei trombociti (p.es. acido acetilsalicilico). Le vaccinazioni con agenti patogeni vitali non devono essere effettuate durante la terapia con daunorubicina cloridrato.

EFFETTI INDESIDERATI

Nel riassunto sottostante sono elencate le reazioni avverse descrittesecondo la classificazione MedDRA. La frequenza viene definita utilizzando i seguenti parametri: Molto comune (>=1/10); Comune (>=1/100 e <1/10); Non comune (>=1/1.000 e <1/100); Raro (>=1/10.000 e <1/1.000); Molto raro (<1/10.000); Non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezioni, sepsi/setticemia; non nota shock settico. Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi). Non comune:leucemia mieloide acuta; non nota: sindrome mielodisplastica. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: anemia, granulocitopenia (neutropenia), leucopenia, insufficienza midollare, trombocitopenia.Disturbi del sistema immunitario. Non nota: anafilassi/reazioni anafilattoidi. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: disidratazione, iperuricemia acuta (con possibile compromissione della funzionalità renale specialmente in caso di livelli elevati di globuli bianchi in fase di pre-trattamento). Patologie cardiache. Molto comuni: cardiomiopatia (clinicamente si manifesta con dispnea, cianosi, edema periferico dipendente, ascite, versamento pleurico e insufficienza cardiaca congestizia conclamata), infarto del miocardio; non nota: fibrosiendomiocardica, ischemia miocardica (angina), pericardite/miocardite,tachiaritmie sopraventricolari. Patologie vascolari. Non nota: vampate, shock; molto comune: emorragia. Patologie respiratorie, toraciche emediastiniche. Non nota: ipossia tissutale. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale; molto comune: diarrea, esofagite, mucosite/stomatite, nausea/vomito; colite. Patologie epatobiliari. Non nota: epatite, Insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: alopecia, eritema, rash cutaneo; non nota: dermatite da contatto, ipersensibilità del tessuto irradiato ("reazione di richiamo su aree irradiate"), iperpigmentazione della cute e delle unghie, orticaria, prurito. Patologie renali e urinarie. Non nota: colorazione rossa delle urine per 1 o 2 giorni dalla somministrazione. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non nota: amenorrea, azoospermia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: brividi, decesso, iperpiressia fulminante, stravaso perivenoso, sclerosi venosa, tromboflebiti, flebosclerosi; molto comune: febbre, dolore; comune: flebiti localizzate. Esami diagnostici. Comune: anomalie dell'ecg; molto comune: aumento transitorio delle concentrazioni di bilirubina sierica, aumento transitorio della aspartato aminotransferrasi, aumento transitorio della fosfatasi alcalina. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l'Agenzia Italiana del Farmaco https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Fertilita': questo farmaco puo' determinare un danno cromosomiale negli spermatozoi umani. Gli uomini devono ricevere una consulenza in materia di conservazione dello sperma prima dell'inizio del trattamento con daunorubicina cloridrato dato il possibile rischio di infertilita' irreversibile. Gli uomini in terapia con daunorubicina cloridrato devono fare uso di metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento efino a 6 mesi dopo il trattamento. Durante il trattamento con daunorubicina cloridrato le donne in eta' fertile devono fare uso di metodi contraccettivi efficaci. E' consigliata una consulenza genetica per le donne che desiderano una gravidanza dopo aver completato il trattamento con daunorubicina cloridrato. Gravidanza: studi condotti sugli animali hanno evidenziato tossicita' riproduttiva. Come la maggior parte dei farmaci antitumorali, la daunorubicina ha mostrato un potenziale embriotossico, teratogeno, mutageno e cancerogeno negli animali. I dati sull'uso di daunorubicina cloridrato in donne in gravidanza non sono disponibili o sono limitati, sebbene alcune donne che hanno assunto daunorubicina cloridrato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza hanno partorito neonati normali. Secondo dati sperimentali il farmaco deve essere considerato come fonte potenziale di malformazioni fetali quando somministrato in donne in gravidanza. Daunorubicina cloridrato non deve essere somministrata in gravidanza a meno che le condizioni cliniche della paziente non richiedano il trattamento con daunorubicina cloridrato e giustifichino il rischio potenziale per il feto. Ledonne in eta' fertile che devono sottoporsi al trattamento con daunorubicina cloridrato, devono essere informate del rischio potenziale peril feto e si deve raccomandare loro di evitare di rimanere incinta durante il trattamento Se il farmaco e' utilizzato durante la gravidanza, o se la paziente rimane incinta durante l'assunzione del farmaco, deve essere informata del rischio potenziale per il feto. Ci si deve avvalere anche di una consulenza genetica. In ogni caso, si raccomanda dieseguire esami cardiologici e una conta ematica dei feti e neonati nati da madri sottoposte a un trattamento con daunorubicina cloridrato durante la gravidanza. Allattamento: non e' noto se daunorubicina cloridrato o i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno; altre antracicline vengono escrete nel latte materno. Daunorubicina cloridrato e' controindicata durante l'allattamento.

Codice: 021035023
Codice EAN:
Codice ATC: L01DB02
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Antibiotici citotossici e sostanze correlate
  • Antracicline e sostanze correlate
  • Daunorubicina
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 24 MESI
Confezionamento: FLACONE