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ARACYTIN IV SC 1FL 100MG+F 5ML

Produttore: PFIZER ITALIA SRL
FARMACO OSPEDALIERO
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

ARACYTIN POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antimetaboliti, analoghi della pirimidina.

PRINCIPI ATTIVI

Questo farmaco da 100 mg; 500 mg. Ogni flaconcino di liofilizzato contiene: citarabina 100 mg; 500 mg.

ECCIPIENTI

Acido cloridrico (per la regolazione del pH), sodio idrossido (per laregolazione del pH). Ogni fiala di solvente contiene: acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Questo farmaco e' indicato per indurre la remissione nella leucemia acuta mieloide dell'adulto e del bambino. E' secondariamente indicato nel trattamento delle altre forme proliferative della serie bianca.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. La terapia con questo farmaco non deve essere effettuata in pazienti con preesistente depressione midollare indotta da altri farmaci, ameno che tale terapia sia considerata la migliore alternativa terapeutica per il paziente. Encefalopatie degenerative e tossiche, soprattutto dopo l'uso di metotrexato o il trattamento con radiazioni ionizzanti e nel caso in cui la conta cellulare nel sangue e' molto bassa per altre cause oltre al cancro.

POSOLOGIA

Posologia. Nella terapia di induzione nella leucemia acuta non-linfocitica la dose usuale di citarabina in associazione ad altri farmaci antiblastici e' 100 mg/m^2/die in infusione endovenosa continua (giorni 1-7) oppure 100 mg/m^2 E.V. ogni 24 ore (giorni 1-7). Per l'impiego nella leucemia acuta linfocitica si deve consultare la relativa letteratura per le attuali raccomandazioni. Metodo di somministrazione: questofarmaco non e' attivo per via orale. Lo schema ed il modo della somministrazione variano in funzione del programma terapeutico che verra' adottato. Questo medicinale puo' essere somministrato per iniezione endovenosa rapida o per infusione venosa lenta e per iniezione sottocutanea. In alcuni pazienti si sono verificate tromboflebiti al sito dell'infusione venosa e raramente si e' verificato dolore e infiammazione alsito dell'iniezione sottocutanea. I pazienti possono tollerare dosi complessivamente superiori quando il farmaco viene somministrato mediante iniezione endovenosa rapida rispetto all'infusione lenta. Infatti in tale caso si verifica una rapida inattivazione del farmaco con riduzione del tempo di esposizione sia delle cellule normali che neoplastiche. Le cellule normali e neoplastiche sembrano rispondere in modo approssimativamente parallelo a questi diversi modi di somministrazione e non e' stata dimostrata alcuna chiara differenza sul piano clinico. Compatibilita' con medicinali: la citarabina e' compatibile con i seguenti medicinali, alle concentrazioni di seguito specificate, in Destrosio 5% in acqua per otto ore: citarabina 0,8 mg/ml e cefalotina sodica 1,0 mg/ml; citarabina 0,4 mg/ml e prednisolone sodio fosfato 0,2 mg/ml;citarabina 16 mcg/ml e vincristina solfato 4 mcg/ml, citarabina 0,4 mg/ml e metotrexato 0,2 mg/ml.

AVVERTENZE

Pazienti pediatrici: la sicurezza di questo medicinale non e' stata stabilita nei bambini. Avvertenze: questo farmaco deve essere usato solo da clinici esperti in chemioterapia antineoplastica. Per la terapia d'induzione i pazienti devono essere ospedalizzati in reparti attrezzati di apparecchiature e laboratori tali da garantire un controllo sufficiente della tollerabilita' al farmaco e proteggere o mantenere in vita un paziente compromesso dalla tossicita' del farmaco. Da non usarsiin gravidanza accertata o presunta. Il principale effetto secondario di questo medicinale e' la mieloinibizione con conseguente leucopenia,trombocitopenia ed anemia. Manifestazioni secondarie di minore entita' sono rappresentate da nausea, vomito, diarrea, dolori addominali ed ulcerazioni del cavo orale; sono possibili alterazioni della funzionalita' epatica. Il medico deve valutare attentamente il possibile beneficio che dalla terapia potra' trarre il paziente in contrapposizione alle manifestazioni secondarie che il farmaco puo' indurre. Il medico dovrebbe conoscere bene il contenuto del foglio illustrativo prima di emettere un giudizio sull'opportunita' di questo trattamento. La citarabina ha mostrato di essere cancerogena negli animali. La possibilita' di un effetto simile deve essere tenuta in considerazione quando si predispone il trattamento a lungo termine del paziente. Effetti ematologici: questo farmaco ha una potente attivita' mieloinibitrice; la gravita' dipende dal dosaggio e dallo schema di somministrazione. La terapiadeve essere iniziata con cautela nei pazienti con preesistente depressione midollare indotta da farmaci. I pazienti trattati con questo medicinale devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza medica e, durante la terapia deve essere effettuato giornalmente il conteggio dei globuli bianchi e delle piastrine. Esami del midollo osseo devono essereeffettuati frequentemente dopo la scomparsa delle forme blastiche dalsangue periferico. Devono essere disponibili tutte le misure idonee alla gestione di complicazioni, anche fatali, della soppressione del midollo osseo (infezioni conseguenti a granulocitopenia ed alla compromissione di altri sistemi di difesa dell'organismo, e emorragie dovute atrombocitopenia). La terapia con questo farmaco deve essere modificata o sospesa quando le piastrine scendono al di sotto di 50.000/mm^3 o quando i granulociti scendono al di sotto di 1.000/mm^3. Il conteggio degli elementi formati nel sangue periferico puo' continuare a scendere dopo la sospensione del farmaco e raggiungere il nadir dopo intervalli di 12-24 giorni dal termine della somministrazione. Il trattamento puo' essere ripreso quando si manifestano segni precisi di recupero dell'attivita' midollare con aumento delle piastrine o dei granulociti. Attendere che i valori ematologici si normalizzino prima di riprendereil trattamento puo' comportare la perdita del controllo della malattia. Precauzioni diverse possono essere adottate in caso di gravi segni di tossicita' in altri apparati o per la rapida caduta degli elementi formati nel sangue periferico. Sono state riportate reazioni anafilattiche in seguito a trattamento con citarabina. Sono stati segnalati casi di anafilassi che hanno portato ad arresto cardiopolmonare acuto, per i quali e' stata necessaria la rianimazione del paziente. Questi eventi si sono verificati subito dopo l'infusione di citarabina. Schemi posologici elevati non autorizzati (2-3 g/m^2): questo medicinale somministrato secondo schemi posologici elevati (2-3 g/m^2) ha provocato tossicita' grave a volte fatale (diversa da quella riscontrata con i regimi terapeutici convenzionali) a carico del sistema nervoso centrale, dell'apparato gastrointestinale e dei polmoni. Queste reazioni comprendono tossicita' corneale reversibile e congiuntivite emorragica, disfunzioni cerebrali e cerebellari, usualmente reversibili, che comprendono modificazioni della personalita', sonnolenza, convulsioni e coma; grave ulcera gastrointestinale, compresa la pneumatosi cistoide intestinale che puo' portare a peritonite; sepsi e ascessi epatici; danno epatico con aumento della bilirubinemia; necrosi intestinale e colite necrotizzante; edema polmonare. In seguito alla somministrazione di citarabina secondo schemi posologici a dosi elevate, sono stati riportati tossicita' polmonare grave e talora fatale, sindrome da distress respiratorio dell'adulto ed edema polmonare.

INTERAZIONI

Digossina: diminuzioni reversibili delle concentrazioni plasmatiche allo steady-state della digossina e dell'escrezione del glicoside renale sono state osservate in pazienti riceventi beta-acetildigossina con regimi chemioterapeutici contenenti ciclofosfamide, vincristina e prednisone con o senza questo farmaco o procarbazina. Le concentrazioni plasmatiche allo steady-state della digitossina non apparivano cambiate.Pertanto, puo' essere indicato il monitoraggio dei livelli plasmaticidi digossina nei pazienti in trattamento con tale regime di chemioterapia. L'impiego della digitossina in tali pazienti puo' essere considerato come un'alternativa. Gentamicina: la citarabina ha mostrato un antagonismo in vitro con la gentamicina nella suscettibilita' dei ceppi K.pneumoniae. Pertanto nei pazienti in trattamento con citarabina che presentano una infezione da K.pneumoniae trattata con gentamicina, l'assenza di una pronta risposta terapeutica puo' indicare la necessita' di una rivalutazione della terapia antibatterica. Fluorocitosina: e' possibile una inibizione dell'efficacia della fluorocitosina durante laterapia con questo medicinale per potenziale inibizione competitiva del suo uptake. Metotressato La citarabina somministrata per via endovenosa in concomitanza con metotressato somministrato per via intratecale puo' aumentare il rischio di reazioni avverse neurologiche gravi come mal di testa, paralisi, coma e episodi simil-ictus.

EFFETTI INDESIDERATI

Patologie del sistema emolinfopoietico: essendo la citarabina un agente citotossico con attivita' di mielosoppressione, le reazioni avversepreviste sono quelle comuni ai farmaci di questa classe, quali: anemia, leucopenia, trombocitopenia, megaloblastosi, reticolocitopenia, alterazioni qualitative della popolazione cellulare del midollo osseo. Lagravita' di queste reazioni e' dipendente dallo schema posologico e dall'entita' della dose. Possono presentarsi variazioni della morfologia delle cellule del midollo osseo e degli strisci periferici. Dopo 5 giorni di infusione continua o di iniezioni acute di dosi da 50 mg/m^2 a 600 mg/m^2, la diminuzione dei globuli bianchi segue un andamento bifasico. Indipendentemente dalla conta iniziale, dalla dose o dai tempidi somministrazione, nelle prime 24 ore si presenta una diminuzione iniziale che raggiunge il nadir tra il settimo ed il nono giorno dalla somministrazione. In seguito, si registra un breve aumento che raggiunge il picco intorno al dodicesimo giorno. Si ha poi una seconda e piu'profonda diminuzione che raggiunge il nadir tra il quindicesimo ed ilventiquattresimo giorno. Nei 10 giorni seguenti si presenta una rapida crescita fino a superare il livello basale. La riduzione piastrinicasi registra dopo 5 giorni con un minimo tra il dodicesimo ed il quindicesimo giorno. Nei dieci giorni successivi si ha una rapida crescita fino a superare il livello basale. Infezioni ed infestazioni: Infezioni virali, batteriche, micotiche, parassitiche o saprofitiche a qualsiasi localizzazione corporea, possono essere associate all'impiego di citarabina da sola o in combinazione ad altri agenti immunosoppressivi in seguito alla somministrazione di dosaggi che influenzano l'immunita'cellulare o umorale. Queste infezioni possono essere lievi, ma anche gravi e a volte ad esito infausto. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Sindrome da citarabina: e' stata descritta una sindrome da citarabina, caratterizzata da febbre, mialgia, dolore osseo, occasionalmente dolore toracico, rash maculopapulare, congiuntivite e malessere. Usualmente si manifesta dopo 6-12 ore dalla somministrazione. La somministrazione di corticosteroidi e' risultata efficace nel trattamento/prevenzione di questa sindrome. Se i sintomi della sindrome sono ritenuti trattabili, dovrebbe essere previsto sia l'impiego di corticosteroidi che il proseguimento della terapia con citarabina. Le reazioni avverse riportate sono elencate qui sotto in base alla Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e alla frequenza. Le frequenze sono cosi' definite: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Riassunto delle reazioni avverse (terapia convenzionale e a dosi elevate). Infezioni ed infestazioni. Molto comune: sepsi, polmonite, infezioni; non nota: cellulite in sede di iniezione. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: insufficienza midollare, trombocitopenia, anemia, anemia megaloblastica, leucopenia, contadei reticolociti diminuita. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: reazione anafilattica, edema allergico. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: diminuzione dell'appetito. Patologie del sistema nervoso. Non nota: neurotossicità, neurite, capogiro, cefalea. Patologie dell'occhio. Non nota: congiuntivite, congiuntivite emorragica. Patologie cardiache. Non nota: pericardite, bradicardia sinusale. Patologie vascolari. Non nota: tromboflebite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: dispnea, dolore orofaringeo. Patologie gastrointestinali. Molto comune: stomatite, ulcerazione della bocca, ulcera anale, infiammazione anale, diarrea, vomito, nausea, dolore addominale; non nota: pancreatite, ulcera esofagea, esofagite. Patologie epatobiliari. Molto comune: funzione epatica anormale; non nota: ittero. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune:alopecia, rash cutaneo; comune: ulcera della cute; non nota: sindromeda eritrodisestesia palmo-plantare, orticaria, prurito, efelidi. Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e dell'osso. Molto comune: sindrome da citarabina. Patologie renali e urinarie.Non nota: danno renale, ritenzione urinaria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: piressia; non nota: dolore toracico, reazione in sede di iniezione. Esami diagnostici. Molto comune: biopsia del midollo anormale, esame dello striscio di sangue anormale. Questo farmaco somministrato secondo schemi posologici elevati (2-3 g/m2) ha provocato tossicità grave a volte fatale a carico del sistema nervoso centrale, dell'apparato gastro-intestinale e dei polmoni (diversa da quella riscontrata con i regimi terapeutici convenzionali). Le reazioni avverse riportate in associazione alla terapia a dosi elevate sono elencate di seguito. Riassunto delle reazioni avverse (terapia a dosi elevate). Infezioni ed infestazioni. Non nota: ascesso al fegato. Disturbi psichiatrici. Non nota: alterazione della personalità. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: patologia cerebrale, patologia cerebellare, sonnolenza; non nota: coma, convulsione, neuropatia motoria periferica, neuropatia sensoriale periferica. Patologie dell'occhio. Molto comune: patologia della cornea. Patologie cardiache. Non nota: cardiomiopatiab, bradicardia sinusale. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: sindromeda distress respiratorio dell'adulto, edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Comune: colite necrotizzante; non nota: necrosi gastrointestinale, ulcera gastrointestinale, pneumatosi intestinale, peritonite. Patologie epatobiliari. Non nota: lesione epatica, iperbilirubinemia. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: esfoliazione della cute. Altre reazioni avverse: e' stata riportata in dieci pazienti trattati con dosi sperimentali intermedie di citarabina (1 g/m^2) da sola o in associazione ad altri agenti chemioterapici (meta-AMSA, daunorubicina, etoposide) una polmonite interstiziale diffusa senza una chiara correlazione di causalita' con la citarabina. Dopo terapia sperimentale con dosi elevate di citarabina per il trattamento delle recidive della leucemia e' stata segnalata una improvvisa sindrome da distress respiratorio, che e' progredita rapidamente ad edema polmonaree cardiomegalia radiograficamente evidente; l'esito di questa sindrome puo' essere fatale.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: non sono stati condotti studi sull'uso di citarabina nelle donne in gravidanza. Questo farmaco ha azione teratogena in alcune specie animali. Questo medicinale deve essere utilizzato in gravidanza o in eta' fertile solo dopo aver preso in considerazione il potenzialebeneficio ed il potenziale rischio sia per la madre sia per il feto. Neonati normali sono stati partoriti da pazienti trattate con citarabina durante la gravidanza (da sola o in associazione con altri farmaci); alcuni di questi neonati erano prematuri o avevano un basso peso alla nascita. Alcuni dei neonati normali a seguito dell'esposizione alla citarabina sono stati monitorati dall'eta' di 6 settimane all'eta' di 7 anni e non hanno mostrato anomalie. Un neonato apparentemente normale e' morto a 90 giorni a seguito di una gastroenterite. Le donne in eta' fertile devono essere avvisate di evitare una gravidanza. Sono state riportate anomalie congenite, soprattutto quando il feto e' stato esposto alla terapia sistemica con citarabina durante il primo trimestredi gestazione. Queste anomalie comprendono alterazioni delle estremita' superiori ed inferiori e malformazioni delle estremita' e delle orecchie. Durante il periodo neonatale, nei neonati esposti alla citarabina in utero, sono stati riportati: pancitopenia, leucopenia, anemia, trombocitopenia, alterazioni elettrolitiche, eosinofilia transitoria, elevati livelli di IgM e iperpiressia, sepsi e morte. Alcuni di questi neonati erano anche prematuri. Sono stati effettuati aborti terapeutici in donne in gravidanza che assumevano citarabina. Alcuni feti erano normali mentre altri hanno riportato conseguenze fetali quali splenomegalia e trisomia di un cromosoma del gruppo C nel tessuto corionico. Per il rischio di potenziali anomalie, causate dalla terapia citotossica, particolarmente durante il primo trimestre di gestazione, le pazienti gia' gravide o che lo diventino durante il trattamento con questo medicinale, devono essere informate sui potenziali rischi per il feto econsigliate sull'opportunita' di continuare o meno la gravidanza. Tale rischio, pur essendo presente, e' considerevolmente ridotto se la terapia viene iniziata durante il secondo o il terzo trimestre di gravidanza. Benche' neonati normali siano stati partoriti da pazienti trattate durante l'intero periodo della gravidanza, e' consigliabile che questi bambini vengano tenuti sotto osservazione medica. Allattamento: non sono disponibili dati nell'uomo o nell'animale relativi alla escrezione di citarabina nel latte. E' buona norma pertanto interrompere l'allattamento o sospendere la terapia con questo farmaco, tenendo in considerazione l'importanza del farmaco per la madre. Fertilita': gli studi di fertilita' per valutare la tossicita' riproduttiva di citarabina non sono stati condotti. L'inibizione delle gonadi, con conseguente amenorrea o azoospermia, puo' verificarsi nei pazienti che assumono citarabina, specialmente in associazione con gli agenti alchilanti. In generale, questi effetti sembrano essere correlati alla dose e durata della terapia e possono essere irreversibili. Dato che citarabina ha un potenziale mutageno che puo' provocare un danno cromosomico negli spermatozoi umani, i pazienti maschi sottoposti a trattamento con citarabina e le loro partner devono essere avvertiti di usare un metodo contraccettivo affidabile durante il trattamento e fino a sei mesi dopo il trattamento.

Codice: 022391015
Codice EAN:
Codice ATC: L01BC01
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Antimetaboliti
  • Analoghi della pirimidina
  • Citarabina
Temperatura di conservazione: nessuna particolare condizione di conservazione
Forma farmaceutica: POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE